Diario di una disintossicazione: 30 giorni senza Facebook – giorno #3 – Qual è la differenza tra Facebook e Twitter?

Diario di una disintossicazione: 30 giorni senza Facebook – giorno #3 – Qual è la differenza tra Facebook e Twitter?


Al giorno #3 di astinenza da Facebook, il mio cervello è ripartito (ma dai che scherzo, mica si era fermato!) e quindi, anziché solo piangermi addosso per l’assenza del mitico social blu dalla mia vita, ho deciso di farvi vedere che sto meglio parlando del perché secondo me sia tanto invasivo.

Per spiegar meglio il mio punto di vista, partirò dal confronto con un altrettanto famoso social Network: Twitter.

Qual è la differenza tra Facebook e Twitter?

Ieri ho scherzosamente detto che “Facebook si accolla”. Nel marasma delle informazioni e dei dati, Facebook non fa una selezione degli argomenti e ti propina i cani se al tuo amic@ piacciono i cani, i “pannolini” se la tua amica è una mamma di quelle che parlano solo di figli, la “palestra” se il tuo amic@ è una palestrato, le “moto” se il tuo amic@ ama le due ruote e così all’infinito…

Ciò accade perché Facebook non fa una distinzione basata sui contenuti, ma la fa basata sulle persone che sono multi-contenuto.

Quando su Facebook aggiungi un “amico”, acquisisci automaticamente i suoi contenuti che, scorrendo sulla Home, visualizzi in ordine cronologico o di popolarità.

Quando su Twitter decidi di diventare follower di qualcuno, acquisisci una bacheca che puoi decidere però di ignorare operando una visualizzazione solo legata ai contenuti catalogati con un hashtag (sei sicuro di sapere cos’è un hashtag?).

Un hashtag è un contenitore di contenuti simili che ha stravolto le regole della linguistica classica. Si mette vicino ad una frase e dà informazioni sull’argomento di cui si sta parlando.

Oggi piove #buongiorno.

Con la scelta del hashtag, l’utente è libero di selezionare i contenuti, dunque di scegliere cosa leggere.

Su Facebook scegli la persona

scegliendo la persona, selezioni un insieme di contenuti: alcuni di interesse e altri magari di interesse minore.

Per esempio: scegli di seguire un poeta che hai letto qua e là. Mentre lo stai seguendo, ti rendi conto che ha altri hobby che a te interessano meno o magari ti rendi conto che è un po’ pedante perché parla troppo della sua vita privata o, ancora, che parla di cose che ti interessano, ma che non hanno a che fare con quel contenuto iniziale per il quale lo avevi scelto: la poesia.

Facebook è più invasivo perché getta addosso all’utente un secchiello di contenuti vari e non catalogati creando un contatto più diretto tra le persone.

E tu? Sei da Facebook o da Twitter? #disfacebook o #distwitter?

Segue da Diario di una disintossicazione: 30 giorni senza Facebook – giorno #2

 

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