:ni Vaiggo Ä AdMrid dOev el paorle se vueLven locAs

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Viaggio.
Tre amiche. Pioggia. oleS. Freddo. Pioggerellina. Coppie gay camminano per la strada liberamente. Stupirsi. Me acuerdo de cuando vivía aquí. Cortesia. Grida sorde. Suoni sordi. Il rimbombare della Jota. Gratta la gola. Ovunque. Nel Prado, per strada, nei locali. Mi sovviene quella lingua conosciuta. Perdi il lessico ma non la sintassi. Ce l’hai dentro. Madrid madre di locali, storia, fiumi di gente, fiumi di giovani. Una stanza povera, piccola, senza asciugamani ma accogliente.

Uscire tardi, fare madrugada, vamos a ganar el week-end. Inglese, non lo hablamos aquí, aquí solo spagnolo.

Negozio di souvenire. Signore del luogo: “Italianas?”

E noi: “Sì”.

E lui: “Qué tal Berlusconi? Es pederasta verdad?”

La lungimiranza di chi guarda da fuori, cos’altro vedranno? Noi intanto beviaMo una caña. La  ñ spagnola:  [ɲ]. Nasale palatale sonora. Ombre nella folla, un viso conosciuto? Oppure lo sto solo immaginando? Lo sto immaginando.

VALE VALE VALE VALE VALE VEEEEENGAAAAAAAAAA!

Guernica. Poesia nel pennello. Le parole diventano forma. Le forme escono dalla linearità e fanno girare la testa. Fa vibrare l’anima la Guernica. Tela molto più grande di quel che immaginassi. Un’ altra caña, por favor. Tenemos que conquistar el sabado. Y el domingo y el lunes, ma Admrid costanqui noi. Ci mette sotto opras. Brulica. Non vedo la fine della strada, ci perdiamo. No, non ci perdiamo, es solo plaza Mayor. Un mimo per strada ci grida “bu!”, che paura! Arrotonda lo stipendio così. C’è la crisi anche qui? Mangiamo un bocadillo de calamares, la tortilla y los pimientos de Padron. Non è tanto lontana dai ricordi della Galizia, Madrid. Non è lontana da niente. Solo dal mare. Dove sta il mare?

Italianas? Il cornetto si chiama napolitanas. Cielo, è vero. Lo sapevamo ma lo avevamo dimenticato. Chueca è accogliente ma la colazione mi piace di più ad Atocha. E poi nella stazione tutte quelle piante. Mi pare una serra. Alice cerca il wi-fi. Vogliamo sempre comunicare, dobbiamo sempre trovare e farci trovare. Anche a Madrid. Madrid è giallo scuro e arancione e anche rosso. Tutti i colori del fuoco.

Don Quijote assomiglia a qualcuno che conosco. A me, forse? C’è anche la statua e noi ridiamo sedute vicino alla fontana. La gente è rilassata nel parco. Mangiano davanti la reggia. Il re ormai lì ci passa poco tempo. E allora che ci fa con le camere, le affitta? Tramontana e sole. Occhi chiusi. Siamo lontani. Sono lontana.

 

Parola in libertà. Post scritto da Laura e Federica a quattro mani.