DIARIO DI UNA DISINTOSSICAZIONE: 30 GIORNI SENZA FACEBOOK – GIORNO #9 – ANALFABETISMO FUNZIONALE, BUFALE E I POST PER UN CLIC

DIARIO DI UNA DISINTOSSICAZIONE: 30 GIORNI SENZA FACEBOOK – GIORNO #9 – ANALFABETISMO FUNZIONALE, BUFALE E I POST PER UN CLIC


Come vi ho anticipato nel post di ieri, sabato sera ho affrontato con alcuni amici l’argomento #difacebook.

Molti di loro ritengono che il problema di Facebook sia legato soprattutto all’uso (o abuso) che le persone ne fanno.

COSA SI INTENDE CON “L’USO DI FACEBOOK?”

Mi riferisco tanto all’uso del mittente che scrive il messaggio, tanto a quello del destinatario che riceve il messaggio.

Chi scrive ha la responsabilità di sapere cosa scrive.

Chi legge decide di ricevere quello che c’è da ricevere (perché l’iscrizione a Fb è un’autorizzazione implicita a ricevere).

Nell’uso da mittente, dunque da divulgatore di contenuti, intravedo dei vizi diffusi che hanno fatto di Facebook anche un mezzo di comunicazione di stupidità.

GLI OPINIONISTI DEL TEMPO SBAGLIATO E LA PERCEZIONE DI UN MONDO FINTO (CHE PERÒ FINTO NON È!)

L’ultimo giorno che ho avuto Facebook è stato due sabati fa. Proprio grazie a FB, ho appreso della morte di Umberto Eco che mi ha molto colpito. Mi sono trovata di fronte al post di un “amico” – che peraltro non reputo nemmeno troppo sciocco – che per ricordare la morte di Eco, ha pensato bene di polemizzare su quella sua dichiarazione sui social network (“Con i social parola a legioni di imbecilli” – frase che oltretutto per me rappresenta una verità sacrosanta).

Il tipo in questione non era d’accordo con la frase di Eco e aveva trovato opportuno comunicarlo al mondo proprio il giorno della morte di Eco, chiedendo oltretutto l’opinione di chi stava leggendo. Ecco, questa cosa mi ha generato un misto fra dispiacere e disgusto, tanto forte che non mi è stato possibile non rispondere a quel post. Doppia stupidata, considerando che probabilmente quel post aveva lo scopo di generare reazioni e clic (banali strategie da Seo e Copywriter – il tizio in questione ha un blog dal quale vende un suo libro). Ma poi, clic a parte, chi commenta-scrive-parla si rende conto che sta parlando di cose reali e di un mondo che esiste? Perché quel sabato esisteva un Umberto Eco, appena deceduto, intorno al quale, molto probabilmente, si stavano stringendo famigliari addolorati, amici ed estimatori, che veniva tirato in ballo attraverso un mezzo, Facebook, usato “da un imbecille” (perché se io al funerale di tua nonna mi metto a chiedere l’opinione dei presenti su quella volta che mi ero sentito derubato a tombola perché lei aveva fatto cinquina prima di me e che per questo da sempre l’avevo considerata una poco di buono e che mi sembrava quello il momento opportuno per parlarne, forse un po’ imbecille alla fine risulto).

Ecco, Facebook è contenitore di opinionisti pronti a tirare fuori il coniglio dal cilindro nel momento in cui il clic vale visibilità: come accade nei giornali e nei TG che mettono in luce particolari truci di omicidi o storie macabre.

(Su quest’argomento leggi anche il post nel quale spiegavo la distinzione tra stalker e guardon@).

LE BUFALE: “LO HA DETTO INTERNET!”

Ma peggio ancora di questi opinionisti dell’ora sbagliata, ci sono quelli che condividono notizie Bufala messe in circolazione da siti che non citano le fonti (che spesso infatti non esistono) e che, nella maggior parte dei casi, inventano fatti e storie per avere clic, mi piace e nuovi follower e che per accalappiare più polli possibile, utilizzano nomi che ricordano testate note (ce ne è uno con il nome simile a La Repubblica, uno con il nome simile a il Fatto Quotidiano e molti altri ancora) divulgando bufale da mattina a sera. Ma sapete perché questi post esistono? Perchè esiste gente che pubblica che “gli asini volano” solo perchè

lo ha detto Internet

l’avete mai sentita questa frase? non notate un’analogia con

lo hanno detto in Televisione

“Lo hanno detto in Televisione” lo diceva spesso mia nonna che, nata in un’epoca senza Tv, era convinta che tutto quello che veniva dichiarato da quel portentoso nuovo mezzo di comunicazione fosse oro colato.

IL PROBLEMA NON È  IL MEZZO, MA IL FINE A CUI IL MEZZO ARRIVA

Facebook non ha colpe. La Tv non aveva colpe. Il mezzo non ha mai colpe se non quella di essere comunicativamente potente: Facebook comunica e fa comunicare. Dà voce a tutti, anche a chi non elabora quello che sta dicendo o, peggio, a chi sa che gettare una notizia polemica in pasto ad un popolo arrabbiato fomenta frustrazione e odio che poi potrà strategicamente essere riusato, sfruttando l’analfabetismo funzionale di qualcuno incapace di analisi critica o anche solo di analisi del testo.

Che ne dite? ho esagerato oppure un po’ vi ci ritrovate?

 

Nel dubbio, #disfacebook!

Giorno #9, ce l’ho!

 

Segue da DIARIO DI UNA DISINTOSSICAZIONE: 30 GIORNI SENZA FACEBOOK – GIORNO #8

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