Amore: la metà di noi stessi o la nostra meta finale?

Amore: la metà di noi stessi o la nostra meta finale?


“Tu sei la mia metà”: con questa frase crediamo di esprimere amore nella sua forma più vera e profonda. Ci ispiriamo a Platone, a secoli di letteratura e filosofia, o forse solo al linguaggio corrente; dichiariamo che il fidanzato, la moglie o l’amante sono parte di noi.

Ma siamo sicuri di voler fare a metà di noi stessi con qualcuno? 

Dal mio punto di vista, la coppia ben riuscita è quella in cui l’individuo A e l’individuo B sono felici prima di tutto da soli.

Facciamo degli esempi

A è felice perché ha trovato la propria pace interiore.

B è felice perché ha realizzato il suo sogno.

A+B sono felici insieme perché sono abbastanza forti e maturi da supportarsi a vicenda senza creare rapporti di dipendenza. A non dipende da B, B non dipende da A, eppure A e B percorrono insieme lo stesso cammino, ciascuno consapevole della fortuna di aver incontrato l’altro.

Bene, ora vediamo l’esempio C e D.

C ha un’indole da dominatore ed è frustrato per il suo lavoro.

D è inquieto ed insicuro.

C e D si incontrano, si innamorano e credono che il loro amore li salverà dalla depressione. Poiché non sono ancora individui realizzati, si fondono in due metà perdendo di vista i propri confini. Dopo i primi anni di idillio, C scopre di essere ancora frustrato e comincia a scaricare su D la sua insoddisfazione. D, insicuro ed inquieto, crede di non essere più all’altezza di D e perde ogni traccia di vitalità. C, scoprendo che la debolezza di D non ha rimedi, comincia a guardare E, F e G e si accorge di volere da loro emozioni più forti di quelle che prova con D. D vorrebbe invece più dialogo, ma purtroppo ha abbandonato tutti i suoi amici, mentre l’unico con cui parlava – cioè C – adesso torna a casa la sera tardi ed ha addosso  un profumo sconosciuto. E, F e G divertono C, ma non riescono a colmare il vuoto che deriva dalla sua frustrazione. D, piuttosto che mettere in discussione la propria insicurezza, continua a chiedere conferme a C, ma quest’ultimo non ha tempo per lui, così D è sempre più triste e solo.

Insomma, il concetto delle due metà non funziona poi così bene

L’amore non dovrebbe essere una perdita di individualità, ma un arricchimento.

1+1 fa 2

1+1 non può fare sempre 1

Per questo motivo, chiedo ai poeti ed ai filosofi delle prossime generazioni di coniare (se ancora non l’hanno fatto) il concetto di amore come META, come traguardo da raggiungere quando si è pronti e psicologicamente maturi.