VIAGGIO INTERSTELLARE

VIAGGIO INTERSTELLARE


ce lo hai presente come flirtavamo qualche anno fa?

che poi non lo sapevo
era un gioco preso sul serio
botta – risposta in chat
esse-emme-esse
messaggi nascosti in piccioni viaggiatori
punti di sospensione:
inchiostro nevrotico per ammazzare l’attesa
di avvinghiarci in quella dolce intesa.

Quanto amore c’avevamo/facevamo
figli belli di un amore con lo strascico
durato anche quando è finito

e sei partito
e son partita
a nuova vita:

a conoscere le avventure nascoste
dalla tua bella presenza
perfetta apparenza

e non si poteva che amarti
e non potevo che lasciarti
e volare alto in alto
a sbatter la testa sulle nuvole e l’asfalto
a paragonarti a piccoli omettini
a grandi filosofi
anche a dei cretini
per vedere chi vinceva
per ritrovarmi solo io
io sola
che vinceva:
me stessa
la mia immagine ho dipinto
sospinto un po’ più in là sei sparito:

un ricordo variopinto,
multi-sensazione trascendente,
un viaggio nei meandri della mente,
nella quarta dimensione delle scatole impolverate
nei bauli d’emisferi interstellari
nel soppalco o nelle cantine extraterrestri

da rianimare a tratti
da ricordare piano e sottovoce
lontano dai saloni profumati
dalle posate argentate
dalle donnette imbellettate
dai segreti delle neo-sposate.

Rido e piango
piango e rido
a ritrovarti in cartoline
quando spolvero le idee nelle cantine
ricordo i post, le manfrine
evoco mail mentre taglio le zucchine.

Piango e rido dei vent’anni
piango e rido
e poi rido poi ripiango
poi mi stacco.

il pensiero è foto e cartolina
parole impresse delle quali
rido e piango, rido e rido
al destino mi ci affido
stupita poi ancora rido
per quanto ti ho sentito
nel ricordo stropicciato
di un pensiero rievocato:

ti lascio lì contento
mi lascio lì contenta
ad amarti arrotolata
sui fiori blu petrolio
di una poltroncina bianca:

come se non fossimo mai andati.

 

(Poesia di Federica Lucantoni)

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