Un mondo del lavoro… dinamico!

Un mondo del lavoro… dinamico!


“sono una persona dinamica”

“cerchiamo una persona dinamica”

A “qual è il tuo pregio?” / B “ sono dinamico!”

Riporto in alto qualche esempio dell’uso dell’aggettivo “dinamico”! Il mio stato d’animo si “dinamizza” solo all’idea di parlare di questo aggettivo. “Dinamico” è l’aggettivo del mondo del lavoro. Un buon lavoro è “dinamico”. Un buon lavoratore deve essere “dinamico”, come “dinamico” deve essere il suo carattere, il suo modo di fare, il suo spirito d’iniziativa.

“Dinamico” sembra il frutto della crisi che ha colpito questi ultimi anni e “dinamico” sembra per i giovani l’ultima spiaggia per fare colpo e per inserirsi nel mondo del lavoro.

Ma cosa vuol dire dinamico? Il dizionario dice:

 dinamico

[di-nà-mi-co] aggettivo (pl. dinàmici) pieno di energia e vitalità

Sinonimi: attivo.

L’uso che se ne fa nel mondo del lavoro, invece, estende semanticamente il significato proposto. “Dinamico” è veloce, sveglio, rapido, pronto (a muoversi magari e a viaggiare per lavoro), senza orari, sempre ingegnoso, sempre attivo! È come se “il tipo dinamico” non si fermasse mai, come se non potesse dormire o fare la pausa pranzo; è come se non fosse altro che un essere umano dedito totalmente ad un lavoro sempre più difficile da accaparrarsi (o da mantenersi). Fratelli adottivi di questo aggettivo sono “creativo”, “innovativo” e anche “smart”, parola della quale abbiamo già abbondantemente parlato.

Ma da dove nasce la necessità di rappresentarsi (o di rappresentare qualcuno) attraverso l’uso esteso di questo aggettivo?

La necessità nasce dal fatto che il mondo del lavoro è troppo competitivo e saturo. Le persone senza un impiego sono molte ed in loro nasce (o è nata) l’inconsapevole esigenza (forse inconscia o forse no) di distinguersi. E come ci si distingue se non con delle caratteristiche di “eccellenza”? “Dinamico” è un aggettivo il cui significato è andato ben oltre il semplice “pieno di energia e vitalità”.

Non è da escludersi anche l’estensione dell’uso di “dinamico” in riferimento al concetto di “sito Internet dinamico”. Da profana della materia, leggo dalla rete che dinamico è un sito i cui contenuti possono variare in base a più fattori. L’estensione dell’aggettivo, dunque, potrebbe essere legato al mondo tecnico-informatico seguendo la seguente proporzione: se esistono siti dinamici, esisteranno pure persone dinamiche!

Ancora una volta la lingua si prende l’onere (o l’onore) di farsi carico della situazione sociale dei parlanti fino ad estendere il significato di un aggettivo che negli anni ’80, probabilmente, vedeva un’assai minore frequenza d’uso. Ancora una volta la lingua assorbe come una spugna i fenomeni sociali dei parlanti che la utilizzano.

“Dinamico” nella suo uso esteso è la dimostrazione che non basta essere “normali”, non basta sapere bene l’inglese, essere laureati, avere un Master o un dottorato, bisogna essere “dinamici”, dunque: scattanti, veloci, disposti a muoversi da un lato all’altro, flessibili, svegli, creativi, disposti a scrivere una lettera di dimissioni oggi e a fare un nuovo colloquio di lavoro domani. Un compito assai oneroso e difficile per una sola parola e, soprattutto… per una sola persona!