TU SEI LA MIA GRANDE CASA

TU SEI LA MIA GRANDE CASA


È una grande casa la mia
mura di cinta alte palazzo antico
alcuni mobili invecchiati altri da ristrutturare
ambienti caldi e infinite stanze
nella mia casa ci sei tu
una donna giovane e la sua bambina

io sono te, la donna e la bambina
sono la stanza da ripitturare
quella col muro divelto
quella col giallo acceso alla parete
la stanza con la kriptonite
l’angolo nascosto con vecchie lettere ingiallite

scritture antiche, macchie d’inchiostro
sembrano quelle dei soldati durante la guerra
sopravvissuti col pensiero delle fidanzate lontane
o quelle degli anni 50, del boom economico
che parlano della TV e della ripresa demografica.

Nella mia casa ci sei tu
c’è una stanza del dolore
dove qualche volta vado
situata nel ventricolo est del salone
vicino alle coronarie
si fa sentire alla bisogna
e non si può riformattare

dentro le delusioni,
le persone amate e perdute
tutte le violenze subite
i lunghi momenti senza abbracci
l’ingiustizia per le brutture
del mondo c’è la parte più abietta
è la stanza della disfatta

Fuori un giardino grande
dal gazebo cala prepotente il glicine
che cresce come mio nipote ribelle
forte fiero e dirompente
lotta contro l’edera che gli toglie il colore
ruba la scena alla pacifica passiflora
che sopporta silenziosa
e pure lei sta nella mia casa

Nel mio giardino ci sei tu
i tuoi occhi si incantano di fronte alla bellezza
io mi incanto di fronte ai tuoi occhi
mi faccio fiore tra le erbacce
lasciate in giardino e lungo il cammino
preparo un giaciglio per noi
proprio di fronte al nostro grande camino.

Federica Lucantoni