SIAMO TUTT@ guardoni!

SIAMO TUTT@ guardoni!


… anche se qualcun@ lo è più di altr@!

Siamo tutti guardoni, colpa del mezzo: Facebook, Twitter, Google+, Instagram… abbiamo la possibilità di ficcare il naso, di sbirciare, curiosare nella vita degli altri, e chi è senza peccato scagli la prima pietra! E questa pietra non è per chi sbircia ovviamente, questa pietra è per chi non distingue e quindi sbircia, scrive, insulta o si ridicolizza mettendo parole in vite che non l@ riguardano.

Siamo tutt@ guardon@, sì, ma quando diventiamo stalker?

quando confondiamo la realtà con Internet, il fantasma con l’umano, l’Avatar con la persona.

Colpa del mondo sempre roseo digitalizzato, colpa della facilità del click che scappa dal dito prima ancora che il neurone abbia raggiunto il cervello, prima che il pensiero si sia fatto, compreso e realizzato, prima di quel tempo  sacro che, in un ipotetico incontro al bar, utilizzeremmo prima di parlare.

Perché al bar c’è la faccia, al bar non c’è l’Avatar, c’è la persona, non il fantasma.

Quando confondi il fantasma con la persona hai un problema –  allora e solo allora, perché tranquilli che a guardare, guardiamo tutti!

Quel che accade in questo mondo digitale non accadrebbe nella realtà quotidiana, nelle strade, sotto le case, nei bar dove è la nostra faccia ad incontrare altre facce e dove quel carattere che tanto ostentiamo nei social si mostra labile, o inesistente perché magari proprio non esiste e ce lo siamo solo disegnato nella sezione Apparenze dei profili social che tentano invano di sintetizzarci (“Parlami di te”, “biografia” – come se fosse facile!). Come fai a sintetizzare la persona? Non fai. Non sintetizzi, quello che sintetizzi è finto, è una ricostruzione di un mondo che sta evolvendo anche nel momento in cui scrivo.  Tutto quello che vedi è ricostruito. Tutto quello che vedi è finto. Il linguaggio pure lo è. È la chat: informale, poco pensata, poco elaborata, un linguaggio che ha ricostruito per sè le regole sintattiche e lessicali. L’insulto vola con la stessa velocità con la quale volano pugni su un ring, per questo nel social si viene insultati con tanta facilità: la gente non ci deve mettere la faccia, ma l’Avatar, lo spettro di te nascosto dietro la foto in cui sei venuto bene e che ti sei scelto, la posa dietro la quale ti nascondi – non di certo quella faccia da idiota che hai al bar, di prima mattina, quando ancora non hai fatto colazione.

Il linguaggio sui social cambia e alcuni sono capaci di trasformarsi. L’aggressività si accentua come pure i fantasmi, il lato ostentato. Ci si sente in diritto di poter dire, fare, commentare. In un modo che non esiste, che non esisterebbe, che non è della realtà quotidiana. Qualcuno si sbaglia e mette il click sulla foto dell’attuale dell’ex trombamic@, del fratello della cognata di quello che gli piaceva alle medie. Perché guardare fa parte del gioco, ma parlare non è mai un gioco – e mettere un click è un segno, e un segno è già comunicazione.

A ogni parola segue ascolto, elaborazione, comprensione, reazione ed eventualmente azione del destinatario. Il tuo insulto colpisce, il tuo Avatar non basta a mascherare la tua “faccia”, l’immagine di pochezza che provi a celare e ti lascia in braghe di tela, smutandato, che se ti potessero rimaterializzare fisicamente di fronte al malcapitato insultato o contro il quale inveivi ti sentiresti una caccola pelosa.

Perché ti renderesti conto in poco tempo che al bar sotto casa dove scendi per colazione non avresti il coraggio di usare lo stesso linguaggio che hai usato in quello stupido commento che ti sei pentit@ di aver inviato qualche istante dopo averlo inviato – o peggio, che non ti sei pentit@ di avere inviato!

Ma non disperate! Ho preparato un bel test per capire il livello di patologia! Scopri se “sei sol@ un guardon@” o “sei diventat@ un@ stalker”. La differenza tra i due mondi è sottile, ma significativa: nel primo caso sei solo un po’ scem@, nel second@ caso sei diventat@ molest@ e i tuoi atteggiamenti possono generare reazioni significative su chi li subisce.

Se hai almeno 2 dei 5 punti in basso SEI SOLO UN@ GUARDONE (sei un po’ patologic@, ma innocu@. Sei molest@ solo per te stess@. Potresti evolverti un po’ o potresti continuare così, non importa. La sbirciata rimane fine a se stessa e tu al limite potresti solo sentirti un po’ coglion@ dopo averla data).
  1. per passare il tempo, ti intrufoli nei profili del tu@ ex fidanzat@, trombamic@, marito/moglie, amante;
  2. scambi screenshot con i tuoi amici per commentare che brutte scarpe ha Tizio sulla foto del matrimonio di Caio;
  3. sai il nome del fidanzat@ del tu@ amic@ delle medie (pur non frequentando più l’amic@ delle medie dai tempi delle medie)
  4. sbirci i commenti nella bacheca del tu@ ragazz@;
  5. scambi nomi di gente bizzarra con i tuoi amici come fossero figurine Panini, per la serie “se vuoi un vero idiota, guarda il profilo di Pinco Pallo”, “se vuoi vedere una vera vamp, guarda il profilo di Carla Rossi”
Se hai almeno 2 dei 5 punti in basso SEI DIVENTATO UN@ STALKER: (sei patologic@. Non sai distinguere tra realtà e fantasia, tra quotidianità e vita digitale. Ti immergi nelle vite degli altri e ti intrometti, scrivi, commenti, aggredisci. Ti arroghi diritti che non ti spettano e metti in atto comportamenti che non metteresti in atto nella realtà quotidiana. Consiglio una pausa dai tuoi Avatar e un po’ di vita vera, ti farebbero bene come un’aranciata d’estate! Sei quasi totalmente fuori di testa!)
  1. da bravo vouyeur ti soffermi quasi quotidianamente sull’oggetto della tua ossessione (un lui o una lei) ricostruendo tutti i suoi passi, i componenti della sua famiglia, i suoi legami sentimentali. Spesso soffri per quello che vedi, leggi, guardi e ti immedesimi al punto di arrogarti il diritto di contattare l’oggetto (o gli oggetti) della tua ossessione come fossero persone appartenenti alla tua realtà quotidiana: vivi un film del quale sei regista, attore, scenografo e sceneggiatore. Ah… sono tue anche musica e fotografia.
  2. scrivi, commenti, contatti, mipiaci (magari per sbaglio), insulti e giudichi persone che non hai mai incontrato e che non hanno mai parlato con te, e lo fai con l’aggressività recondita di chi nel quotidiano sembra un agnellino;
  3. contatti insistentemente qualcun@ parlandoci come se fosse una persona vicina nonostante quel qualcuno non abbia mai risposto alle tue insistenti richieste di contatto.
  4. insulti senza rispetto persone che non hanno la tua stessa opinione utilizzando un linguaggio che nel quotidiano non utilizzeresti poco consapevole del fatto che dietro a quel nick c’è una persona con sentimenti ed emozioni;
  5. passi il 90% del tuo tempo sui Social a seguire persone che non ti interessano solo per il gusto di insultarle!

Be’? Che risultato hai ottenuto? Troppo alto???

E allora… disconnettiti! 😉