Salvo LaMaglietta: io volevo solo volare

Salvo LaMaglietta: io volevo solo volare


Era una serata di agosto quando ho incontrato Salvo. Mi trovavo tra le bancarelle di Martano in attesa della Notte della Taranta. Più delle altre mi ha colpito la sua, piena zeppa di magliette colorate, così mi sono fermata a chiacchierarci un po’. Mi sono innamorata delle scritte sagaci e delle stampe irriverenti e per questo ho deciso di proporgli un’intervista. Vi consiglio di leggerla perché Salvo è l’esempio vivente di chi crea cose belle dal niente; è uno di quelli che non può essere fermato né dalle delusioni della vita né dal precariato perché “ogni limite” per lui “diventa risorsa”! Come lo fa? Rispondendo alla vita con una maglietta, fino a strapparsi (strapparvi) un sorriso!

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Salve Salvo, ti dispiace se uso il tuo saluto?

Mi hai rubato l’introduzione… di solito mi presento con un “salve sono Salvo”, mi sembra un saluto educato e al tempo stesso una definizione perfetta per me che soffro di un irrefrenabile ottimismo. Toglimi pure la maiuscola e rimarrò comunque salvo! Dai, cordiali saluti anche a te… sei perdonata!

Bene! I lettori de il Vino e le Viole non ti conoscono, puoi presentarti toccando i punti salienti della tua esistenza?

Da dove iniziare?! Panico!!! Sono un biotecnologo agro-industriale che stampa magliette. Ho studiato e lavorato a Bologna (mi occupavo di analisi sul DNA delle piante), poi, stanco del tempo determinato dei contratti e con tanta voglia di auto-determinarmi, ho scelto una città in Inghilterra dove non conoscevo nessuno e sono partito. L’idea era quella di andare e cavarmela, volevo mettermi alla prova sia con la lingua sia in termini di esperienza umana. E così è stato. Poi è arrivato il giorno in cui ho realizzato che il mio posto non era quello e che era arrivato il momento di ritornare. Sapevo che non sarebbe stato facile ma nel frattempo ero stato contagiato dalla “Sindrome di Pollyanna”. Le porte in faccia, le difficoltà, i fastidi sono diventati stimoli creativi. I limiti sono diventati risorsa. Così è nata l’idea delle magliette. Volevo realizzare delle magliette per me, per indossare dei concetti come bandiere, per farmi forza o per sfogarmi. Poi gli amici hanno iniziato a chiedermele. Poi gli amici degli amici… e così via. Quindi ho dato il via a questo gioco. Ora ho un attimo perso il controllo!

Cosa di te bisogna sapere?

Che la mattina appena sveglio non bisogna rivolgermi domande… bisogna lasciarmi il tempo di carburare.

Cosa di te non bisogna sapere?

Non saprei… direi che sono un libro aperto… e sono molto fiero anche dei miei lati più terribili

La parola “creatività” è molto abusata oggi giorno. Tu ti senti  un creativo?

Più che un creativo mi sento un distratto. Una delle frasi ricorrenti ai tempi della scuola era “fai errori di distrazione”. Avendo deciso di partire dai miei limiti mi è venuto spontaneo distrarmi, guardarmi intorno e fantasticarci su.

Quanti anni hai?

31

Mi hanno molto colpito le tue magliette: sono simpatiche, autoironiche, dure e talvolta sarcastiche… mi spieghi come hai avuto l’idea?

Provo a raccontarti un po’ meglio come tutto ha avuto inizio. Ero in attesa di una risposta per un lavoro part-time, fuori dal mio ambito e che non sarebbe stato pagato benissimo. Intanto montava il nervoso e l’insofferenza perché nessuno mi rispondeva quando invece avevano detto che lo avrebbero fatto. Ad un certo punto mi sono fermato e mi sono detto: ma davvero la stai prendendo così male per qualcosa che non ti piace e che è pure sottopagata? E così ho iniziato a sfogare la mia frustrazione su un taccuino, prendendola in giro e prendendo in giro anche me. Non mi stavo rendendo conto che in attesa degli altri, stavo perdendo tante opportunità di fare da me. Quindi ho iniziato a vedere tutti i piccoli e grandi problemi della vita con gli stessi occhi. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di comunicare questa mia visione. Indossare le mie magliette corrispondeva a superare i miei problemi ridendoci su. Quindi è arrivata l’empatia della gente ed il percorso è continuato seguendo anche strade altrui.

Ti occupi dell’intera lavorazione delle magliette?

Sì… generalmente dall’idea alla stampa. Tecnicamente sono dipinte a mano con tecnica stencil. Ad essere onesto, per la creazione delle magliette sono fondamentali le chiacchierate con gli amici.

Ma sei così bravo a disegnare o c’è qualcuno che ti supporta?

Il disegno in realtà è uno dei limiti sui quali ho investito. Non sono un grande artista, quindi i disegni sono piuttosto semplici e soprattutto funzionali al messaggio. Se facessi troppi ghirigori il messaggio sarebbe meno potente. Quindi la mia incapacità è fondamentale! Poi a volte li realizzo io, altre volte utilizzo risorse già disponibili.

Quando e come crei i testi (dove per testo intendo scrittura ed immagini) ?

Non c’è un momento preciso… le idee possono arrivare anche in momenti inaspettati. Di solito però funziono in questa maniera: parto da un sentimento di fastidio, da una lamentela; cerco di renderla uno slogan aperto a libera interpretazione; quindi cerco una veste grafica (qualora serva) che sottolinei il concetto o che lo smonti completamente dandogli un altro senso.

C’è un testo al quale sei particolarmente affezionato?

Tanti… ognuno è un pezzetto di vita. Ogni maglietta ha una storia. Forse “EdOraPuoiParlare” è quello che ha avuto maggiori risvolti pratici. È la mia maglia pigiama e mi ha permesso di risolvere i miei problemi di comunicazione appena sveglio.

Quanto di te c’è nelle magliette?

Nelle magliette ci sono io quanto chi mi è intorno. Io le faccio ma dentro c’è il mondo che mi circonda!

A chi dedicheresti “ma chi ti cake!”?                                          

Senza dubbi alla ragazza di un mio amico… ma non per i motivi che potresti pensare. È stata lei a trasformare la mia maglia “che vita di cake” coniugandola in base alle sue esigenze comunicative. Quindi questa maglietta è sicuramente un po’ sua!

“Fossi fico”?     

A tutti i diversamente fichi come me!                                                              

Una delle mie preferite è “volevo solo volare”. La trovo una maglietta per veri sognatori. Se non è troppo privata, mi racconti la storia di questa maglietta?

Ci sono tre maglie “volevo solo volare”. Sono state pensate mentre ero in Inghilterra in un momento di stanchezza. Quando ti trovi a ragionare sul tuo futuro delle volte ti scoraggi. E così, distraendomi, mi è venuto da pensare quanto tutto è più semplice quando si è piccoli. In tenera età i sogni sono grandi, si desidera volare. E ci si riesce in qualche modo. Le magliette “volevo solo volare” sono a metà strada tra la nostalgia e la carica. Non è mai troppo tardi per indossare un mantello e provarci… in fondo un tempo era semplice!

Ho l’impressione che anche tu ti diverta a giocare con le parole, sbaglio?

Direi che mi piace. Per mia fortuna ho degli amici che mi accompagnano nei miei deliri di parole con cui poter condividere quello che trovo un gioco meraviglioso.

Perché hai scelto proprio questa forma d’arte?

Non te lo saprei dire… io volevo solo farmi una maglietta…

Molto spesso, dedichi le magliette al Salento, è la tua terra? Dove sei nato?

Si, sono nato nel Salento. E qui sono tornato a vivere. Il Salento è un marchio oltre che una terra meravigliosa… quindi si presta benissimo al mio gioco. Tornando qui è diventato Seilento… un luogo lontano anni luce dalla frenesia della vita moderna!

Quale maglietta regaleresti al tuo amore?

Sono stato da poco mollato…così è nata la linea elegante di polo firmate “PierPietà”

E al tuo migliore amico?

“Non Avrai Altra Maglietta All’Infuori Di Me”

E al tuo miglior nemico?

Sicuramente la maglia rebus (Vi Do Fuoco)

È catartico l’uso delle magliette? Servono a sfogare sentimenti, emozioni o sensazioni negative/positive?

Decisamente terapeutico. Ho iniziato questo gioco probabilmente perché non potevo permettermi l’analista!

Usi i testi come autoanalisi?

Sì… diciamo che analizzo me stesso ed il mondo che mi circonda

Esiste una maglietta per il Vino e le Viole?

Una maglietta per voi sarebbe da ideare… per il momento vi dedicherei una bella maglia viola con il “magari fosse mezzo vuoto”

Che frase costruiresti per noi?

Così al volo mi viene un: tante parole con più vino che viole!

Mi avevi detto di essere emozionato all’idea di essere intervistato. Sono stata all’altezza delle tue aspettative?

Sicuramente… spero di essere stato all’altezza anche io

Che consiglio daresti ai giovani senza lavoro di oggi?

Siate coscienti del vostro valore. Se si hanno due braccia si possono fare mille cose, se si hanno due braccia ed una testa diecimila

Sei felice?

Sempre

E per concludere… uno, due, tre… una frase in rima vogliamo da te! 

Non c’è rima perfetta senza Salvo LaMaglietta!

Dove possiamo acquistare le tue magliette?

Basta visitare la pagina Facebook di Salvo LaMaglietta o contattarmi tramite mail (salvatorekalo@gmail.com)

È stato un piacere intervistarti! Grazie per averci dedicato il tuo tempo!          

Grazie a voi! È stato un vero piacere