Poi, un giorno, ho ricominciato a leggere


Per un po’, dopo la nascita di Alessandro, ho smesso di leggere. Non che durante la gravidanza abbia letto chissà quanto: una stanchezza continua e una lunga serie di incombenze e disavventure me l’hanno impedito. Ma dopo il parto non ho più aperto un libro, tanto che ho temuto – lo ammetto – di non riuscire più a parlare o a scrivere. Il mio lessico quotidiano si è ristretto sempre di più, fino ad includere solo frasi molto semplici e versi gorgoglianti da neonato.

Poi, l’altro giorno, ho acceso il mio ebook reader e mi sono ricordata di avere un romanzo ancora intonso. Era “La figlia oscura” di Elena Ferrante, comprato perché affrontava in modo complesso il tema della maternità. Non una maternità fiocchetti e carezze, ma la maternità del dubbio, del chiaroscuro e delle contraddizioni. Insomma, il mio modo di affrontarla.

Ho iniziato a leggere e non mi sono più fermata. Ora sono al terzo romanzo, leggo la notte dalle undici all’una e sono felice. La parentesi di lettura notturna mi ha restituito curiosità e autostima. Soprattutto quest’ultima, perché leggere mi fa sentire sicura di quello che penso e dico.

Bentornata a me!