Parlare in pubblico: come si prepara una presentazione efficace.

Parlare in pubblico: come si prepara una presentazione efficace.


Parlare in pubblico fa paura a molti, anche ai più spigliati.

Trovarsi di fronte ad una platea che attende solo di ascoltarci fa tremare le gambe anche ai più coraggiosi.

Ma come si può arrivare preparati a quel tremore di gambe?

Come si prepara una presentazione efficace? Tradotto: come riusciremo a tener desta l’attenzione della platea? come riusciremo a far sentire la nostra leadership e come faremo ad andare avanti senza mai ingarbugliarci nelle nostre stesse parole?

Ahi, ahi, ahi… Non vi nego che, sebbene mi capiti spesso di parlare in pubblico, poco prima di iniziare, mi sale sempre una fifa blu!

E meno male!

direbbe qualcuno (Paul Ekman, per esempio).

La paura infatti è un’emozione che mi “informa” che la situazione è “pericolosa” e che devo mantenere desta l’attenzione.

Anche i più bravi attori, i più preparati formatori e i più famosi blateratori all’inizio di una presentazione o di uno spettacolo sentono una forte paura.

Dunque, abbiate fede e tenetevi stretta la vostra paura iniziale, vi renderà più attenti ai “pericoli” e vi aiuterà a reagire ad eventuali “attacchi”!

Ma… come si prepara una presentazione?

Per creare una buona presentazione bisogna rispondere alle 7 domande:

1) Perché?

La risposta a questa domanda definisce gli obiettivi della nostra presentazione. Perché la faccio? Qual è lo scopo?
È bene chiarirsi l’obiettivo della presentazione perchè non necessariamente combacia con l’obiettivo personale.

Un dipendente potrebbe trovarsi a fare una presentazione sponsorizzatrice della propria azienda anche se l’azienda non gli piace perchè da anni non gli dà un aumento di stipendio!

Stabilire da subito gli obiettivi che si vogliono raggiungere è l’unico modo per non incorrere in ambiguità durante il public speaking.

2) A chi?

Individuare i destinatari. A chi sto parlando? Una presentazione sulla pericolosità del fumo varierà a seconda dell’uditorio. Sarà informativa per una platea di adolescenti che si approcciano al fumo e sarà specialistica per una platea composta da medici specializzandi.

La scelta dei destinatari influenzerà l’uso del contenuto da inserire nella presentazione.

3) Che cosa?

Il “che cosa” potrebbe sembrare -all’occhio meno esperto- il punto centrale e più significativo, quello da cui partire, magari. Ciò non corrisponde alla realtà dei fatti.

Un contenuto senza la considerazione del contesto è come una rosa senza spine.

Prima di strutturare il contenuto devo sempre chiedermi: “qual è il contesto in cui sto svolgendo la mia presentazione? come è opportuno che spieghi l’argomento in base ai miei interlocutori?”.

Il contenuto va sempre contestaulizzato o altrimenti il rischio è di non essere compresi. Devo definire preventivamente quali sono i miei obiettivi e a chi sto proponendo la mia presentazione. 

4) Come?

In che modo strutturo la presentazione? potrò essere giocoso, favorire gli interventi del pubblico o non farlo, usare slide etc… Il mio intervento potrà essere serio, cantato, urlato, suonato.

È il modo.

5) Qual è l’utilità?

Qual è l’utilità che potrà trarne l’uditorio? Sarà la chiave che mi legherà al mio – perchè è mio in quel momento!- pubblico. Devo anticipare  e conoscere l’eventuale interesse che potrò scatenare.

6) Quanto tempo?

Il tempo è una variabile FONDAMENTALE. Capita spesso che ci dicano che abbiamo un numero definito di minuti per parlare.

Non c’è peggior cosa che arrivare alla fine del tempo senza essere arrivati alle fine della presentazione!

7) Quali sono i punti salienti?

Sono i punti chiave della presentazione, quelli che uno si porta a casa, quelli che restano nella memoria. Esplicitateli chiaramente e non siate inutilmente verbosi…

… buone chiacchiere! 😉

 

Commenti Facebook