MEZZA VUOTA

MEZZA VUOTA


MEZZA VUOTA
(sebbene sazia di un piatto vegan – che va di moda)
sei sceso dal treno in corsa mentre al vagone bar compravo i nostri due caffè a portar via
(ti sarai poi sfracellato?)
il sobbalzare del treno Italo, diretto non so più dove, ha mascherato lo stordimento del mio sguardo attonito di fronte al seggiolino rosso amaranto lasciato vuoto
(forse andava verso nord)
nel mentre il capotreno inconsapevole offriva vivande sorridente
(applicando la procedura della compagnia: sorriso vasto, sguardo paziente e allegro come i babbi natale davanti a certi centri commerciali le domeniche di dicembre)
nascosto dal carrellino di Santal, prosecchi in miniatura, gassose e crodini da aperitivo
(il caffè come acqua sporca, il mio sguardo una cagna morta: inerme, falsamente indifferente, come certi sottobicchieri usati)
ho ordinato un prosecco e brindato con la mia ombra.

(Federica Lucantoni)

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