Le riflessioni di ieri: La Cappella de’ Pazzi a Firenze


Cappella de' Pazzi a FirenzeIeri, dopo tanti anni, sono tornata a visitare la Cappella de’ Pazzi a Firenze.

A scuola, avevo un sapiente e lungimirante Professore di Disegno e Arte il quale, a inizio 4° anno, assegnò a me e a ognuno dei miei compagni l’analisi di un’opera.

Per l’assegnazione, utilizzò un bussolotto di vetro dal quale ognuno di noi estrasse l’opera che avrebbe dovuto analizzare, il destino di un incontro: l’incontro con Firenze e questo chiostro.

Papà mi portò a visitarla un mercoledì d’autunno, io e lui insieme a vederla per la prima volta: un giorno di ferie per lui e un’assenza giustificata a scuola per me. Mi guardavo intorno, cercavo di interpretarne le forme, le volte, gli scarichi a terra, le arcate e gli spazi vuoti nel tentativo di comprenderne al meglio la struttura. Fotografavo immaginando la giusta prospettiva, l’ipotetico percorso di un immaginario osservatore e sperando che il rullino non facesse scherzi ché quegli scatti erano preziosi per l’analisi della “mia” opera che, stasera, dopo tanto tempo, mi si è mostrata così bella, un’emozione così bella.