Introduzione: Cosa è il colloquio di lavoro

Introduzione: Cosa è il colloquio di lavoro


Cominciamo dall’ABC, prendendo spunto da un aneddoto:

Qualche tempo fa, ho assistito con un’altra persona ad un colloquio che mi ha ispirato questo post. Il candidat@ era una persona piuttosto grande di età, con una solida esperienza lavorativa alle spalle. Un po’ introvers@ caratterialmente, ha esposto la sua esperienza lavorativa nel dettaglio, mostrando qualche difficoltà a parlare di sé.

Alla fine dell’incontro sia io che l’altr@ intervistatore eravamo concordi sulla valutazione da dare al candidat@: molto brav@ tecnicamente ma scars@ nelle capacità relazionali e comunicative.

Questo per dirvi che il colloquio di lavoro serve a conoscere le competenze, le potenzialità, la storia lavorativa e formativa del candidato e a dedurre anche  qualche dettaglio sul carattere e sulla personalità (per quanto possibile e limitatamente al breve tempo di conoscenza).

Lungi da me tediarvi con altre definizioni, provo ad iniziare elencando

LE 10 COSE DA SAPERE QUANDO SI VIENE CONVOCATI AD UN COLLOQUIO DI LAVORO:

  1. Il colloquio di selezione è una conversazione tra un referente (o più) delle risorse umane, definito selezionatore o recruiter, ed un intervistato o candidato scelto sulla base del Curriculum Vitae precedentemente presentato all’azienda;
  2. Il colloquio di lavoro serve al selezionatore a decidere se assumere o meno il candidato. Le domande del selezionatore hanno lo scopo di valutare le competenze, le potenzialità, le motivazioni, le aspettative e le capacità interpersonali del candidato.
  3. Essere convocati per un colloquio di lavoro significa che le competenze ed esperienze sintetizzate nel Curriculum Vitae combaciano (o sembrano combaciare) con il posto vacante che il selezionatore sta cercando di ricoprire.
  4. Scopo del selezionatore sarà trovare il candidato le cui competenze, esperienze e la cui formazione siano il più possibile vicine a quello che sta cercando.
  5. Il candidato deve informarsi sul ruolo che il selezionatore sta cercando. Saperlo non serve a mentire durante il colloquio, ma ad avere consapevolezza di quanto la sua candidatura sia distante da quell’ideale.
  6. Il candidato deve informarsi sull’azienda che lo ha convocato per il colloquio: deve conoscere a grandi linee la storia, sapere di cosa si occupa e che tipo di figure professionali ha in organico.
  7. Il candidato deve avere chiare le proprie motivazioni, essere in grado di raccontare scelte formative e lavorative, definire cosa gli piacerebbe fare e cosa no, assicurandosi di avere chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ciò servirà a dare un filo logico alla conversazione e a non cadere in contraddizioni banali.
  8. La “bella presenza” non è l’unico parametro, ma è un parametro di valutazione quindi è auspicabile un abbigliamento formale.
  9. Durante il colloquio  sarà il selezionatore ad impostare la conversazione, farà le domande e sceglierà gli argomenti, le tematiche da trattare, quelle sulle quali ritornare o da approfondire.
  10. In genere (ma non sempre) il selezionatore lascia al candidato la possibilità di fare domande. Non sprecate questo momento, anche le domande che ponete possono essere un parametro sul quale valutarvi. Fate domande pertinenti legate ai valori aziendali, al percorso di carriera e alla sensibilità che l’azienda ha nei confronti dei propri dipendenti, perché c’è un posto vacante e come sono organizzati… ogni parola servirà a comunicare qualcosa di voi. Qualcuno diceva“non si può non comunicare” (e se vuoi twittare questa citazione, ti basta cliccare qui!).


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