L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI: UNA QUESTIONE DI LINGUAGGIO

L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI: UNA QUESTIONE DI LINGUAGGIO


IL LINGUAGGIO DEI SOGNI

Ho trascorso qualche giorno di riposo forzato e ho letto molto. Ho ripreso alcuni libri sull’interpretazione dei sogni, argomento che studio e approfondisco da ormai molti anni. L’interesse personale è stato sempre nutrito dalla presenza del Dottor Z nella mia vita, vicino al quale sono cresciuta e con il quale parlo di sogni almeno dall’età di otto anni. I più anziani vinoviolini ricorderanno i post scritti a quattro mani da me e Laura sull’interpretazione dei sogni e sullo sviluppo della coscienza di sè. Per questo per me i sogni sono un argomento vicino, familiare, oserei dire “conosciuto”, ma vi prego di non accusarmi di immodestia perché lo dico col massimo dell’umiltà, consapevole di sapere ancora troppo poco sull’argomento. Proprio a causa di questo non sapere ho ripreso in mano un libro che ho da un po’ in libreria: Ernst Aeppli, “I sogni e la loro interpretazione”, oltre che molti testi di Jung sullo stesso argomento. Partendo da questi testi, ho iniziato a immaginare dei prontuari su questo argomento, sperando di poter analizzare con voi questo linguaggio sconosciuto: il linguaggio dei sogni.

I sogni mi hanno sempre aiutato ad andare avanti nei momenti difficili oltre che ad aiutarmi a comprendere quelli belli. I sogni infatti vengono in nostro supporto durante la nostra esistenza. Tra l’altro, è proprio nei momenti più significativi della nostra evoluzione che dobbiamo porre maggiore attenzione ai sogni.

Il sogno altro non è che il linguaggio di accesso all’Inconscio

Il sogno riporta alla superficie ciò che l’anima ha di più intimo affinché possa aprirsi una nuova pagina nella nostra esistenza. Seguendo il sogno andiamo incontro a quel che ci appartiene ricollegandoci alla totalità del nostro essere.

Il sogno è una comunicazione dell’Inconscio

Il linguaggio del sogno  consiste, per lo più, in un succedersi di immagini e di azioni. Per parlarci utilizza primariamente la conoscenza che ha degli eventi della nostra vita: tocca realtà vicine e lontane, dimenticate e non dimenticate. Accede a tutti gli archivi della nostra Anima arrivando sino a dove non potremmo arrivare tramite il semplice utilizzo della coscienza. Come un potente archivista può far irrompere elementi nascosti animandoli con la sua forza. Il sogno conosce il nostro patrimonio vitale, i nostri ricordi, le immagini passate, un mondo che tutti possediamo e che quasi mai consultiamo. Conosce tutto ciò che ha avuto un rapporto qualsiasi con la nostra vita, il nostro Inconscio personale. Il linguaggio della maggior parte dei sogni è costituito dai ricordi personali, da piccoli ricordi del giorno precedente, la cui impressione è ancora viva, a ricordi che risalgono ai primi anni di vita. Tutti gli avvenimenti del passato, tutto ciò che una volta ha rivestito una forma di vita, gli servono da materiale per descrivere il presente o raffigurare l’avvenire. Ernst Aeppli precisa:

Colui che sogna si illude se pensa che un sogno che lo riporta indietro agli anni migliori, o che gli fa incontrare persone un tempo amate, rappresenti un rifugio che lo autorizzi a sottrarsi alla realtà presente, troppo piena di conflitti. Il sogno rappresenta invece una situazione attuale.

L’Inconscio Collettivo e gli Archetipi

Ma non sono solo gli avvenimenti personali a legarci al passato. In quanto esseri umani, apparteniamo all’umanità e alla sua storia, siamo dotati di una memoria che non appartiene solo a noi stessi, ma che è intrecciata con l’umanità della quale siamo parte. Oltre ai nostri fatti personali, sogniamo anche immagini umane remote, non direttamente vissute da noi, conservate nel nostro Inconscio collettivo e sempre pronte ad essere utilizzate. Questo antico aspetto, collettivo e condiviso, rivive nei nostri sogni e ci consente di collegare il nostro presente e il nostro avvenire. Noi facciamo parte di un ambiente. I fatti e le immagini di questo mondo sono così a disposizione di ogni individuo, di cui formano l’esperienza; sono una delle grandi fonti cui attinge il sogno. L’altra fonte è costituita dal mondo intimo della nostra anima, l’Inconscio collettivo, in cui l’Io affonda le radici. Esso appartiene a tutti e si ramifica in ogni anima individuale. Questo mondo, intimo e collettivo insieme, costituisce l’altro ripostiglio a cui il sogno attinge il suo meraviglioso materiale. Questo mondo prenderà forma attraverso immagini arcaiche dette Archetipo. Gli Archetipi, oltre alle immagini tradizionali, contengono anche le immagini perdute che simbolizzano i rapporti umani con le potenze superiori e le potenze inferiori. Gli Archetipi rappresentano una sorta di prodotto della distillazione di tutto l’esistente, di ciò che è accaduto e di ciò che accadrà. Sembra che queste immagini arcaiche, ripetendosi incessantemente, si siano caricate di un’energia interna che le trasporta di generazione in generazione. Il numero degli archetipi è limitato: essi sono però dei veri centri numinosi, pieni di energia.

L’ARCHETIPO DELLA GRANDE MADRE

In tutti i tempi le madri si sono prodigate in affetto e cure, continuando a restare legate a ciò che nasce da loro: si è così immortalata universalmente la figura della Grande Madre, uno degli archetipi più noti soprattutto nell’area mediterranea. In tutti i tempi il Guerriero ha accettato o ha dovuto accettare la morte, in tutti i tempi il Nomade si è mosso da paese in paese. Si è sempre stati giovani, si è sempre stati vecchi, sono sempre esistite miseria e paura. Esiste in noi una millenaria saggezza, per questo il sogno ricorre all’Archetipo nei momenti più significativi della nostra esistenza: quando la nostra coscienza è turbata da profondi conflitti e quando fioriscono le più grandi gioie dell’esistenza. In noi esiste un’innata saggezza alla quale il nostro inconscio accede nei momenti apicali della nostra esistenza. Consiste in un patrimonio collettivo nel quale la nostra individualità è intessuta.

I SIMBOLI DEL SOGNO

I sogni parlano una lingua interpretabile. Sono portatori di un codice leggibile se studiato, approfondito, vissuto. L’Analisi dei sogni va fatta in maniera cauta e con consapevolezza: bisogna conoscerne il codice, i simboli. Il Simbolo è un elemento possente e ermetico, differisce dall’Archetipo per una minore intensità. Il Simbolo è la più impressionante impresa dell’Anima, il mistero della vita che, pur nel suo continuo mutare, è sempre identica a se stessa. L’Anima crea instancabilmente simboli. Non esita ad incorporarvi forme nuove. Ad esempio, prima si sognava il telefono, ora si sogna anche il cellulare: nonostante questa forma apparentemente diversa, il Simbolo è sempre lo stesso.

Il simbolismo utilizza immagini moderne attribuendo loro un contenuto universale: il treno, il telefono, il fossato, la cantina.

Chi analizza sogni dovrà anche abbandonare qualsiasi forma di pudore

Il sogno è sincero nella sua espressione, sa bene che le cose della Natura non sono né buone né cattive, semplicemente sono e le tratta come qualsiasi altro argomento. A differenza nostra, che siamo imbarazzati a raccontare sogni a sfondo sessuale al nostro psicoanalista, il sogno non ha pudori. I sogni “osceni” sono spesso un invito a scendere nell’inconscio.  Le persone possono essere spaventate dai propri sogni. Per questo molti, in genere i più spaventati da loro stessi, non riescono a sognare.

Proseguirò con dei post sull’analisi dei Simboli che più frequentemente ricorrono nei nostri sogni.

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