Il Rito e il Cerchio

Il Rito e il Cerchio


Questo è il discorso pronunciato da Laura durante il mio matrimonio.
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Ti ama chi ti conosce, ti ama chi sa dedicarti parole così.
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IL RITO E IL CERCHIO
Dovete sapere che Federica ama le ricorrenze, tanto che ne crea lei stessa. Potrei dire che ha un talento innato nel creare ricorrenze. Gli eventi più importanti della sua vita lei li incastona in coloratissimi mosaici di nomi, immagini e personaggi. Tutti i luoghi e le persone del suo cuore entrano a far parte del grande romanzo della sua vita, fatta di date significative e momenti di passaggio. Forse è anche per questo che, quando Davide e Federica mi hanno annunciato il loro matrimonio, mi è sembrata la cosa più naturale del mondo. Suggellare un grande amore attraverso un grande rito, quello del matrimonio. Ricordo la prima volta che ho visto Davide. Sembrava stessero insieme da sempre. Ricordo anche la prima volta che li ho visti insieme nella stessa casa, il modo rispettoso e delicato con cui ciascuno lavorava per far entrare l’altro nella propria quotidianità.
Se penso a Davide e Federica mi vengono in mente due colonne.
Conosco molto bene Federica. È una donna che ha edificato la propria struttura a partire dalle sue debolezze: esplorandole, riconoscendole, infine superandole. È proprio piena di qualità ma quella che apprezzo di più è la forza, seconda soltanto alla sensibilità. Davide lo conosco da meno tempo, ma ho capito di lui questo: è un uomo che procede nel mondo spedito e a testa alta, ma che sa fermarsi quando è il momento di chiedere a qualcuno: “come stai? hai bisogno di qualcosa?“.
Due persone adulte, forti e consapevoli che si incontrano riuscendo a dare all’amore tutto il suo valore, con l’intento di non sciuparlo.
Due persone adulte, forti e consapevoli che si incontrano e progettano il futuro con coraggio. Sono grandi, magnifici gli edifici che persone come Davide e Federica possono costruire e sostenere, e come tutti gli edifici con un valore spirituale, hanno bisogno di una consacrazione, una consacrazione attraverso un rito. Rito che sia momento di passaggio, suggello, un rito che segni un inizio e renda sacro e religioso l’edificio che Davide e Federica metteranno in piedi. Credo che, in questo rito del matrimonio, lo scambio delle fedi sia un momento essenziale. Non tanto perché poi quell’anello sarà sempre visibile, in un certo senso esibito, sulla mano degli sposi.
La fede è un cerchio, una figura che basta a se stessa. Non c’è un punto d’inizio e non c’è un punto finale, è una figura chiusa. Il cerchio ha una geometria perfetta, ma è tutto chiuso su di sé. Federica e Davide sono due individui speciali. Sono belli, pieni di intelligenza, sono saggi, sono intraprendenti. Sono brillanti, e le persone brillanti corrono un solo grande rischio: trasformarsi in isole, ognuna nel proprio perimetro, ognuna accontentandosi del proprio lembo di terra. Loro invece no, loro hanno gettato un ponte, si sono incontrati ed hanno scelto di amarsi, pur rispettando l’integrità e l’individualità dell’altro.
È questa la forma più bella dell’amore: quella che rispetta l’altro, riconosce la sua unicità e rinuncia del tutto alla volontà di cancellare l’altro. Così, anche se da soli sono figure geometriche perfette, è insieme che sono prodigiosi.
Proprio come le fedi: prese singolarmente sono solo due cerchi, ma è quando vengono accostate, quando sono l’una vicino all’altra, che formano insieme il simbolo dell’infinito.