Gli errori da evitare in una lettera di presentazione

Gli errori da evitare in una lettera di presentazione


Dopo aver spiegato come scrivere la lettera di presentazione, vorrei elencarvi gli errori più gravi in una lettera da allegare al curriculum vitae.

La lettera di presentazione è un documento di fondamentale importanza: un’azienda riceve ogni giorno decine e decine di curricula: voi credete che i recruiter abbiano davvero tempo di analizzarli uno ad uno? Molto più probabilmente, i curricula verranno scremati in base alle lettere di presentazione, più brevi e semplici da leggere.

Scrivere bene la lettera di presentazione è pertanto ESSENZIALE! Ancora più del curriculum, la lettera di presentazione è un biglietto da visita, e scriverla bene equivale a farsi notare. Lo state pensando anche voi, vero? Ecco un altro esempio in cui saper scrivere significa riuscire meglio nel lavoro!

In base alla mia esperienza, gli errori da evitare nella maniera più assoluta in una lettera di presentazione sono:

  1. forma grammaticale scorretta: chi fa errori grammaticali non dimostra una grande cultura, ma non dimostra neanche modestia, umiltà e buon senso. Se infatti fosse consapevole delle proprie lacune grammaticali, si rivolgerebbe probabilmente ad un consulente o ad un amico fidato per la correzione del curriculum!
  2.  lettera troppo breve: una lettera di presentazione non deve annoiare e il suo scopo è quello di dare informazioni importanti in poco tempo, permettendo così al selezionatore esperto di capire – o quantomeno intuire – chi è che scrive. Per questo motivo, dunque, la lettera non deve essere ridotta all’osso. Un testo di due righe in cui ci si limita ad “annunciare” l’invio del proprio curriculum all’azienda interessata è totalmente inutile, e forse in quel caso conviene ometterla del tutto.
  3. lettera troppo personale: il carattere del candidato è un elemento che ogni bravo selezionatore valuterà con attenzione, ma nel mondo del lavoro la personalità deve essere sempre filtrata in base a valutazioni di tipo professionale. Ognuno di noi ha una moltitudine di identità, a cui possono corrispondere ruoli differenti a seconda dei contesti: scegliere il ruolo più adatto a rappresentarci sul posto di lavoro è una regola molto importante. Nella lettera di presentazione, pertanto, è meglio non indulgere a sentimentalismi o divagazioni liriche:  spiegare le ragioni per cui si desidera entrare a far parte di un’azienda è un conto; dichiararsi “commossi”, “estasiati” o “lusingati” all’idea di essere assunti è controproducente.
  4. lettera anonima e impersonale: sebbene una lettera di presentazione non sia la pagina di un diario segreto, deve avere “carattere”. Formule standard e già lette migliaia di volte hanno il pregio di rendere comprensibile e chiara la lettera, ma rischiano di far passare inosservato il candidato. La scrittura deve pertanto contenere un tocco di creatività: non significa scrivere in rima, ma lasciare un segno che lasci intravedere qualcosa di più dei semplici dati curriculari. Il selezionatore, se davvero in grado di svolgere il proprio mestiere, potrà approfondire ciò che intuisce dal testo durante il confronto faccia a faccia, ovvero durante il colloquio di selezione.

 

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