Elena Ferrante, non cercheremo di capire chi sei

Elena Ferrante, non cercheremo di capire chi sei


Tutti a cercare di scoprire la vera identità di Elena Ferrante. Io pure, confesso, altrimenti non avrei trovato su Google quell’editoriale del Corriere né l’articolo del Sole24Ore, uscito proprio in questi giorni.

Tutti dichiarano di aver scovato l’identità dell’autrice. Una professoressa di storia contemporanea dell’Università di Napoli o una colta laureata in Lettere, nata a Napoli, ovviamente. Le dirette interessate smentiscono o negano! E giustamente! Se io fossi Elena Ferrante, negherei fino alla morte.

Avrò avuto i miei buoni motivi per pubblicare tutta la vita utilizzando uno pseudonimo.

La camorra, il ruolo, la politica, il lavoro, la famiglia o anche solo tutte le noie che la notorietà comporta. E brava Elena Ferrante, hai tutta la mia ammirazione per esserti tagliata fuori dalle chiacchiere e dai salotti. Non sono certa si possa essere mai veramente onesti con la propria scrittura e con se stessi sapendo che sul libro pubblicato comparirà il proprio nome. Le storie narrate, in questo caso quella di Lenù e Lila, potrebbero essere riconosciute da parenti, amici, fidanzati, ex fidanzati, mogli, mariti, amici di amici, sorelle, fratelli, genitori… uno scrittore parla sempre anche di se stesso, e alcuni volti potrebbero essere facilmente riconosciuti dai diretti interessati.

Io, dunque, non vorrò mai scovare Elena Ferrante

Con me il suo segreto è al sicuro.

Ritengo sia giusto rispettarne la volontà di anonimato e apprezzarla per la sua scrittura. Per me è stata e sarà fonte di ispirazione. La scrittura della Ferrante scorre in maniera fluida, pure andando a fondo nell’animo dei personaggi, disegnati nella loro grandezza e pochezza, pieni di un’umanità che ho molto amato. Finiti i libri dell’Amica geniale mi sono sentita triste. Nonostante abbia letto molto quest’anno, era molto che non mi sentivo triste per la fine di un libro. Durante la lettura, molte volte ho immaginato i tratti di questa autrice. Mi è sembrato di intravederla, tra me e me ho fatto ipotesi sulla sua identità. Ipotesi che terrò nascoste come lei vorrebbe.

Sì, perché capisco troppo bene il senso del tuo anonimato, Elena.