Dialoghi con il Dottor Z. – Le prove di Ercole  #3

Dialoghi con il Dottor Z. – Le prove di Ercole #3


(Prosegue da La ricerca del “chi sei” perduto)

Le ore scivolano via con lentezza. La penombra della stanza del Dottor Z. contrasta con il pomeriggio luminoso che s’intravede dalla finestra. La tenda ondeggia, l’aria è tiepida nonostante l’estate sia finita già da un po’, le trasparenze del tessuto fanno indovinare un terrazzo con piante curate e abbondanti. Oltre la ringhiera, tetti trasteverini a perdita d’occhio.

Il Dottor Z. parla della scoperta di sé, ovvero della scoperta della propria unicità. Le sue parole sono lapidarie:

La scoperta è il senso della vita. Attenzione: ho detto la scoperta, non la ricerca, perché la ricerca si fa con l’ego, mentre noi dobbiamo andare verso il sé.

Dialoghi con il Dottor Z.: le prove dell'anima

 

Il Dottor Z. ci mette in guardia contro l’uso spropositato della ragione, che al massimo può avviare una ricerca intenzionale, ponderata e lucida. Qui siamo invece in un’altra dimensione: la scoperta riguarda ciò che è al di sotto della coscienza, che si è accumulato negli anni grazie all’esperienza, oppure che ci è stato tramandato di generazione in generazione fino a formare ciò che siamo e che ormai diamo per scontato. Eppure è proprio lì che dobbiamo intervenire quando si manifesta un disagio dell’anima. Il disagio rivela una disarmonia tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. Il disagio è un messaggio della natura, è lei a chiederci di iniziare un percorso di cambiamento.

In altre parole: il disagio è una prova dell’anima.

Possiamo ignorare il disagio? Il Dottor Z. è molto chiaro:

Quando la Natura ti manda una prova non ti puoi sottrarre. Non puoi camminare rasente al muro sperando che la Natura non ti veda: se non lo ascolti, il messaggio diventa psicosomatico.

Questo non vuol dire che la prova sia semplice. Il primo sentimento di fronte al cambiamento e allo spazio sconosciuto è sempre lo stesso: la paura. La paura nasce dall’incertezza, dalla mancanza di punti di riferimento e anche dalla sensazione di non riuscire a fare domani ciò che fino a ieri non siamo mai riusciti a fare. Eppure, continua il Dottor Z., non ci sono prove che non possano essere superate.

Prendiamo Ercole: nel mito, l’eroe deve affrontare dodici prove, tutte impossibili da portate a termine. Ercole, invece, riesce a plasmare la realtà fino a rendere quelle prove dei traguardi superabili.

Cosa significa per noi il mito di Ercole? L’essere umano di fronte a una nuova prova non ha i mezzi per affrontarla finché non l’affronta. Dietro quest’apparente contraddizione si cela una verità: la prova mette in moto la scoperta, consentendo all’anima di evolversi.

Nel momento esatto in cui affrontiamo una prova scopriamo di avere i mezzi per sostenere la missione a cui siamo chiamati.

A questo punto Federica interviene raccontando del Parco Avventura, dove, grazie ad un’imbracatura di sicurezza , ci si può arrampicare e lanciare da un albero all’altro. Siamo state nel parco solo un paio di settimane prima e Federica sta rievocando il momento in cui ha attraversato un burrone che le faceva paura. Nonostante il terrore, si è lanciata ugualmente per mettersi alla prova e testare il suo coraggio. Io annuisco, perché è esattamente ciò che ho provato anche io nella sua stessa situazione.

La prova nel parco avventura

Il Dottor Z. ci interrompe bruscamente:

Io starei attento a suscitare per forza la prova. La prova ce l’avrai quando sarà il momento.

Siamo un po’ deluse, ma le sue parole sono molto sagge. Il dottor Z. torna ancora una volta ad Ercole, a cui le prove furono imposte dagli dei (leggasi: dalla Natura) prima che se le andasse a cercare lui stesso. Quando la natura vorrà metterci alla prova, lo farà. Non dimentichiamo poi che non sempre c’è bisogno di prove drammatiche, non sempre occorre la spettacolarità per evolversi: la quotidianità è piena di prove, ogni singolo giorno della nostra esistenza presenta una prova. Sarà la Natura ad aumentare il carico, se e quando lo riterrà opportuno, al fine di indirizzarci verso la nostra vera essenza.

Lette in quest’ottica, le prove della vita non fanno più così paura.

(Continua…)