DIALOGHI CON IL DOTTOR Z. – L’ANALISI E L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI #4

DIALOGHI CON IL DOTTOR Z. – L’ANALISI E L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI #4


(Prosegue da Le prove di Ercole)

Non è presuntuoso il Dottor Z., o almeno non mi sembra. Parla con la tranquillità di chi sa di poter dire la sua perché il confronto, se anche dovesse presentarsi, saprebbe gestirlo. Non si comporta da erudito, non vuole dimostrare il suo sapere, semplicemente lui è il suo sapere. Non si maschera dietro filosofie altre, ha sviluppato la sua filosofia – per lui dimostrabile, per lui conosciuta, perché da lui esperenziata. Non mi capita spesso di incontrare persone così.

Cade in un momento di silenzio, abbassa lo sguardo come per raccogliere le idee dal pavimento e subito riprende:

il sogno per me è una cosa chiara. Il sogno è straordinario: è la via aurea per il recupero dei contenuti rimossi.

Il sogno apre il varco all’analisi.

Per il Dottor Z. l’analisi è una proposta culturale nuova, meno collettiva e più adeguata ad uno sviluppo individuale. L’eroe greco deve definire la sua parte terrena per trasformarla in parte divina. La parte divina è il sè. L’eroe deve dunque lavorare per sviluppare la coscienza del sé.

Tu sei il pezzo UNICO che è in collegamento con il cosmo.

Dottor Z. definisce l’analisi un lavoro artigianale che prevede una processo di trasformazione e di recupero dei contenuti rimossi. Tra i contenuti rimossi ci sono le ombre che ognuno di noi ha.

L’ombra è il luogo dove non si vede.

Prima dei sette anni, dice Dottor Z., il bambino non ha ancora una coscienza per sviluppare le esperienze negative e dunque anche la nascita di un fratellino o un amichetto che gli ruba il giocattolo possono diventare traumi.

Sta al genitore di quel bambino aiutare ad elaborare “il trauma”. Ma il genitore, nonostante l’indiscutibile amore e la buona volontà, potrebbe risolvere il trauma solo a livello di ego e non in maniera profonda. O ancora, il genitore stesso potrebbe non essere consapevole e non aver mai elaborato i suoi di traumi.

L’ombra è quindi ciò che è stato angoscioso ma che la coscienza non è riuscita a elaborare.

L’interpretazione dei sogni recupera quel che è stato rimosso dalla coscienza.

Con quali tempi?

Con il “tempo giusto” della natura, scandito dalla coscienza e non dalla carta anagrafica.

Quella coscienza che, attraverso l’esperienza, ha creato una certa struttura, quel pezzo unico di artigianato.

Quando recuperiamo i fatti rimossi ci sentiamo meglio. Perdiamo l’angoscia e recuperiamo l’energia. Il recupero principalmente avviene con il sogno.

Il sogno è la via prediletta dal Dottor Z., attento analizzatore dei sogni dei suoi pazienti.

Ci spiega che esistono sogni di apertura. In genere è il mare che apre i rubinetti dell’inconscio. Lo sa bene chi si occupa di interpretazione dei sogni.

Nel sogno il simbolo è uguale per tutti. Il telefono, ad esempio, è sempre il mezzo con il quale ci mettiamo in contatto con il profondo. Quello che può cambiare è la forma del telefono (oggi un I-touch, ieri un telefono a gettoni).

Il mare che si avvicina al palazzo nel quale si trova il sognatore non è che una richiesta dell’inconscio di essere ascoltato.

I sogni sono di una precisione sconvolgente, il limite è di chi li interpreta.

Ha tanto da dire sul sogno il Dottor Z., sono certa che non smetterà anche se sente il bisogno – suo o nostro – di fare una pausa.

Volete un caffè?

Ecco che di nuovo ci riporta sulla terra, sul parquet scuro e consumato, tra i suoi libri, in quella stanza nel cuore di Roma dalla quale non me ne vorrei più andare.

 

(continua…)

 

Le foto sono state gentilmente offerte da Manufotografer.