Dialoghi con il Dottor Z. – che il viaggio di Ulisse abbia inizio #1

Dialoghi con il Dottor Z. – che il viaggio di Ulisse abbia inizio #1


Il Dottor Z. avrà più o meno 70 anni.

Io e Laura siamo venute a colloquio da lui. Lo scopo è intervistarlo, conoscere la sua filosofia – anche se lui è uno psicoterapeuta – e farla nostra – ambiziose, come sempre.

Iniziamo – anzi, inizia – a ruota libera con un concetto che, dice, sta alla base di tutti i discorsi che potremmo mai affrontare da qui all’infinito, con lui o senza di lui: l’Armonia del Cosmo.

“Una galassia”, dice, “è fatta di m-i-l-i-a-r-d-i di corpi. Il cosmo è fatto di m-i-l-i-a-r-d-i di galassie. Il tutto si regge ed ha senso perché tra questi corpi esiste un’armonia”.

Non molto diverso da quel che da secoli recita il Padre Nostro:

“come in cielo, così in terra”

che tradotto significa: le leggi che vigono nel cosmo non potranno che vigere anche sulla terra –tra gli esseri umani.

Il benessere, la salute, la sanità mentale e le nevrosi sono tutte argomentazioni legate all’armonia del cosmo e, dunque, all’armonia degli esseri umani.

Questo è il punto di partenza del Dottor Z. e questo sarà anche il punto di partenza dei nostri dialoghi con lui.

Fa ancora caldo anche se è un pomeriggio di fine estate. Sono emozionata di essere in quello studio. Il legno scuro del mobilio disegna un ponte immaginario che mi porta dritta sui tetti del centro di Roma.

È una visione privilegiata quella dal balconcino del Dottor Z., come è un privilegio trovarsi lì con lui.

“Chi chiede un aiuto, un conforto (non parla ancora di analisi, badate) o un confronto con una persona esterna, quale lo psicoterapeuta, inizia un percorso emotivo e culturale che darà vita ad una trasformazione reale”.

Riecheggia, nello studio del Dottor Z, quel suono netto – “trasformazione reale”. Mentre Laura resta assorta nelle sue parole, io mi perdo nel concetto di trasformazione. Penso che solo attraverso il confronto con un altro essere vivente, noi esseri umani siamo in grado di conoscerci e trasformarci. L’esigenza di confrontarsi dà il via ad un viaggio nel quale io sono l’Ulisse.

Il Dottor Z. usa spesso il simbolismo della mitologia greca. Si nota che ha introiettato i suoi archetipi, ne parla come fossero cose sue (e, secondo me, introiettare è più di sapere: assomiglia ad un essere più che ad un avere).

Ulisse simboleggia il maschio mediterraneo  il cui scopo è la scoperta della “funzione sentimento”, attraverso un viaggio che altro non è che un’analisi di sé – o un’analisi del suo sé, per utilizzare la terminologia di C.G. Jung – attraverso la scoperta del mondo. Delle donne del mondo, per lo più. Perché per un uomo come Ulisse la scoperta passa attraverso la conoscenza e la scoperta della funzione femminile: Ulisse scopre la sua anima attraverso le donne. Ogni donna incontrata, e ognuna in maniera diversa, gli propone una diversa immagine della sua anima.

E quando si inizia un viaggio, ricorda il Dottor Z., è perché una spinta interiore – chiamiamola “la Natura”– lo impone.

“Sì, ma perché nasce l’esigenza del confronto?”, ci chiede il Dottor Z.

Io e Laura ascoltiamo ammutolite e senza parole per rispondere.

“… nasce da un disagio dell’anima“, aggiunge prontamente.

Ci spiegherà cos’è nel dettaglio, immagino, perché già non sto più ascoltando (meno male che c’è il registratore). Voglio soffermarmi sul disagio dell’anima, questo concetto non mi è nuovo.

Sento che anche io e Laura siamo come Ulisse ora: pronte ad iniziare il nostro viaggio. Insieme al Dottor Z. e a chiunque vorrà essere dei nostri.

CONTINUA…

 

(La foto è stata gentilmente concessa a il Vino e le Viole da Manuela Agostini, Manufotografer)

 

Commenti Facebook