Dare del tu, dare del lei: le regole per non sbagliare

Dare del tu, dare del lei: le regole per non sbagliare


Il Lei è un allocutivo di cortesia. Si usa per rivolgersi in maniera formale a chi non si conosce, ma anche per dimostrare rispetto o riverenza verso l’interlocutore.

La forma del Tu è colloquiale e si utilizza tra persone che hanno confidenza tra di loro, oppure tra persone che – di reciproco accordo – stabiliscono una relazione paritetica.

La scelta tra il Tu ed il Lei non segue delle regole precise. Come in molti fenomeni linguistici, la scelta non rispecchia l’applicazione rigida di una regola, ma l’adeguamento sociologico e psicologico ad un contesto comunicativo, sia esso reale (oggettivo) o soltanto percepito dal parlante (soggettivo).

Ecco perché scegliere tra la forma del Tu e del Lei può essere piuttosto difficile: non basta conoscere alla perfezione la grammatica, ma bisogna compiere uno sforzo in più e adeguare il proprio linguaggio alla situazione comunicativa, nell’intento di mostrare rispetto all’interlocutore o anche – perché no – di darsi un tono.

La difficoltà aumenta nella nostra società spiccatamente informale, all’interno della quale molte delle regole formali che disciplinavano i nostri comportamenti sono saltate.

A livello linguistico, questa situazione si riflette in un uso dell’italiano colloquiale nella maggior parte dei contesti comunicativi, tanto che la domanda più frequente che ci poniamo non è “Potrò dargli del Tu?” ma “Dovrò dargli del Lei?”. E anche nei contesti comunicativi dove l’uso del Lei sarebbe richiesto (ad esempio tra sconosciuti), si finisce per accettare implicitamente la forma del Tu, tanto che Federica si stupì scoprendo che la sua Estetista le dava del Lei! Per la stessa ragione, nel 2015 Umberto Eco accusò i parlanti di aver dimenticato l’uso del Lei e aver creato nella lingua una “finta familiarità” al limite della maleducazione.

Eppure, al giorno d’oggi, abbondano anche i contesti in cui l’uso del lei apparirebbe ingessato e fuori luogo: pensiamo ad esempio ai social newtork, dove il rapporto tra gli utenti è simmetrico e tutti i partecipanti alle discussioni sono sullo stesso piano linguistico.

Anche se per scegliere tra Tu e Lei bisogna affidarsi soprattutto al buon senso o alla sensibilità, in alcuni casi è possibile seguire delle semplici regole per non sbagliare. Vi presento perciò il

Vademecum de ilvinoeleviole.it per scegliere tra Tu e Lei

Per scegliere se dare del tu o del lei bisogna analizzare la situazione comunicativa, sconfinando nel campo della sociolinguistica. Anche se molte delle regole sociali e comportamentali valide fino a dieci anni fa sono saltate, è possibile elencare delle situazioni comunicative in cui la scelta del Tu o del Lei è quasi obbligata. La prima è stata già analizzata: nei social network, l’uso del Lei appare davvero fuori luogo. Persino quando ci si rivolge ad un personaggio pubblico è possibile dare del Tu senza essere fuori luogo. Ma ci sono dei contesti in cui l’uso del Lei è ancora utile.

Professore universitario: dare del Tu o dare del Lei?

Era il 1968 e le Università italiane erano in rivolta. Basta con una società divisa in classi sociali! Basta con l’insegnamento tradizionale! Basta con gli steccati applicati al libero pensiero! Abbasso l’autorità! Queste e tante altre erano le richieste degli studenti.

Dal Sessantotto venne fuori un’Università molto diversa dal passato, aperta alle innovazioni e più a misura di studente. A distanza di quasi cinquant’anni, si fa fatica ad immaginare cosa dovesse essere la vita accademica prima delle rivolte studentesche. Di sicuro, l’Università del Duemila ha un approccio molto meno formale, con un accorciamento delle distanze tra docenti e discenti. Non sono scomparsi i professori che ergono barriere tra la cattedra e l’aula, ma non si fa fatica a trovare giovani ricercatori o professori che si mettono sullo stesso piano degli allievi, alla ricerca di un dialogo costruttivo e di nuovi approcci all’insegnamento. Questa situazione, però, viene spesso travisata dagli Studenti, che tendono a dimenticare o a sottovalutare la distinzione dei ruoli nelle Università. Per quanto un professore possa sembrare amichevole e giovanile, resta un professore universitario, e per questo motivo bisogna rivolgersi a lui usando sempre la forma del Lei.
Ci sono assistenti, anche molto giovani e simpatici, che inorridiscono di fronte agli studenti che usano il Tu. La forma del Tu si può usare solo ed esclusivamente se è il Professore ad autorizzarla.
In un dialogo deve essere sempre il parlante con uno status più elevato ad autorizzare il passaggio alla forma del Tu. All’Università il rapporto tra docente e discente non è simmetrico (essi non sono sullo stesso piano), perciò davanti ad un professore la regola generale è l’uso del Lei, mentre si può passare al Tu se il professore l’autorizza. Non temete di dare del Lei ad un professore molto giovane: è meglio sentirsi dire “Ti prego, dammi del Tu” che rischiare una figuraccia!

Persone anziane: dare del Tu o dare del Lei?

La nonna di un amico, il vecchietto al mercato, la coppia di anziani alla fermata dell’autobus: sono tante le persone anziane in cui possiamo imbatterci durante la nostra giornata tipo. Le vecchie generazioni fanno fatica ad adattarsi allo stile informale e colloquiale con cui comunicano le nuove generazioni. Per le persone anziane, un linguaggio “adeguato” è segnale di educazione e rispetto. In questo caso, non c’è scelta: diamo del Lei!

Colleghi di lavoro e capi: dare del Tu o dare del Lei?

La situazione si complica nel mondo del lavoro. Oggi la maggior parte degli ambienti di lavoro tende all’informalità, ma è difficile pensare di rivolgersi ad un Direttore generale appena conosciuto con un “Ciao! Come butta?”.
Allo stesso tempo, dare del Lei ai nostri nuovi colleghi può metterci in ridicolo!
Io consiglio di dare subito del Tu ai colleghi del nostro livello, e di studiare la situazione prima di dare del Lei ai capi, soprattutto se l’Azienda è grande, se le gerarchie sono molto importanti o se la differenza d’età con i nostri responsabili è ampia.

Colloquio di lavoro: dare del Tu o dare del Lei?

In questo sito abbiamo esaminato più volte il colloquio di lavoro, perciò se avete seguito i nostri post dovreste immaginare la risposta: il colloquio è una situazione comunicativa formale e asimmetrica, quindi date sempre del Lei a meno che non sia il vostro interlocutore a chiedervi in maniera esplicita di dargli del Tu (e non vi capiterà spesso).

Nei negozi: dare del Tu o dare del Lei?

Quante volte, nei negozi, mi è capitato di dare del Tu e di ricevere un freddo Lei in cambio! Credo che molti commessi e cassieri siano obbligati dal datore di lavoro a dare del Lei, perciò io do del Tu solo ai commessi di negozi con un approccio molto informale (Foot’s Locker, H&M, il negozietto di vestiti sotto casa). Il mio non è tanto un segno di deferenza (in fondo sto solo facendo shopping per conto mio!) ma un modo per non rendere la giornata di chi lavora ancora più stressante e faticosa. Può darsi che quella cassiera abbia tanta voglia di darmi del Tu, ma che non possa a causa delle regole imposte dalla Direzione. Così, per non metterla in imbarazzo, do del Lei.

Ho appena elencato alcune situazioni tipo, ma la vita di tutti i giorni offre moltissimi altri esempi.
E a voi è mai capitato di non sapere quale forma allocutiva di cortesia utilizzare? Vi vengono in mente altre situazioni comunicative da inserire tra gli esempi?

 

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