COME SCRIVERE UN CURRICULUM VITAE – QUANTO ESSERE SINCERI

COME SCRIVERE UN CURRICULUM VITAE – QUANTO ESSERE SINCERI


Alessio mi chiede nel post “Come scrivere un Curriculum Vitae“:

[…] Mi serve un consiglio: ho 27 anni e ho appena concluso le scuole superiori (ho ripreso gli studi a 22 anni), mi conviene specificare che si trattava di un corso serale? […]

E mi offre lo spunto per parlarvi della sincerità nel Cv e nel colloquio di lavoro.

L’indicazione che fosse un corso serale, Alessio può darla anche durante il colloquio di selezione, non è strettamente necessario che la inserisca nel CV. A meno che, il periodo di studio non si sovrapponga a quello in cui sta lavorando o ha lavorato (considerato, appunto, che Alessio era iscritto ad una scuola serale).

In fase di colloquio di lavoro, quasi certamente, questa cosa emergerà. Un selezionatore acuto ed attento non si farà certamente sfuggire i dettagli della scuola serale, le motivazioni del ritardo etc… Io stessa, leggendo il quesito di Alessio, mi son chiesta:

per quale ragione avrà cominciato a studiare tardi?

I motivi di un ritardo negli studi possono essere molteplici. Vi scrivo tutti quelli che mi vengono in mente “ a caldo”:

  • seri problemi personali (malattie, malattia di un parente stretto da gestire, disagi economici, droga, carcere, trasferimenti, impedimenti vari etc…);

  • poca voglia di studiare (bocciature plurime, ritardo nel conseguimento della laurea, etc…);

  • necessità di lavorare sin dalla tenera età che impone di fermarsi dopo la scuola dell’obbligo;

Un ritardo va sempre giustificato, se non sul Cv, almeno in fase di colloquio. Facendolo, si dimostra un atteggiamento di apertura e sincerità.

Meglio dire:

“ho smesso di andare a scuola perché ho deciso di andare a lavorare”

piuttosto che fare finta di niente.

Inutile sperare che chi fa recruitment non se ne accorga o vada oltre perché, se è una persona che sa fare il suo mestiere, difficilmente andrà oltre. Dunque, soprattutto nei casi limite (con “casi limite” intendo: ritardi ad iniziare la scuola, ritardi a finire l’università, ritardi nel conseguimento del titolo di studio… etc..), conviene essere sinceri e spiegare.

D’altro canto e a maggior ragione, è utile anche spiegare i problemi. Se una persona ritarda negli studi e si trova costretta a fare le serali perché ha dovuto accudire un genitore malato, è giusto che il selezionatore sia consapevole di tale disagio.

Il ritardo nel conseguimento della laurea non ha sempre lo stesso peso: vale zero nel caso dello studente-lavoratore e vale dieci quando lo studente non ha mai lavorato. Probabilmente il primo avrà ritardato perché molto impegnato con il lavoro e l’altro invece potrebbe celare un’anima da lavativo.

Nei dieci consigli per un ottimo Cv avevo detto “sii veritiero. Per mentire (solo un po’!), avrai tempo durante il colloquio!”.

“Mentire solo un po’ ” perchè in qualche occasione conviene dire la verità. Se, ad esempio, si ritarda nel conseguimento della laurea a causa di una patologia grave – propria o di parenti vicini-, è bene che il reclutatore ne abbia consapevolezza.

Quindi in questi casi NON mentire. Spiega le motivazioni (ATTENZIONE! Non devi raccontare gli affari tuoi nel dettaglio, nessuno ha il diritto di chiedertelo) affinchè il reclutatore/selezionatore capisca.

Anche nei casi in cui la motivazione è proprio “essere stati lavativi” conviene “fare outing”.

Una spiegazione veloce:

“mi hanno bocciato a scuola per due anni consecutivi. Eh sì, allora non avevo granché voglia di studiare…”

è migliore di un silenzio multi-interpretabile. Quel “allora” sta dicendo:

“ora le cose sono diverse”

In pillole:

– spiegati e argomenta nel dettaglio i “periodi critici”;
– motiva i tuoi “ritardi” senza scendere nel dettaglio o in particolari molto personali;
– un pizzico di sincerità in questi casi ti farà superare l’ostacolo.

… in bocca al lupo!

 

Leggi anche come si fa ad affrontare efficacemente un colloquio di lavoro!

E se vuoi scrivere un curriculum perfetto, leggi:

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Come scrivere un Curriculum Vitae

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