Call: significato di una parola inutile

Call: significato di una parola inutile


Fissiamo una call

è una frase che si sente spesso in alcuni ambienti di lavoro.

La si usa come sinonimo di “telefonare”, ma in realtà l’uso che se ne fa lascia spazio a qualche dubbio.
Il significato di “call”, termine inglese, è anche “telefonare”. Ma per dire “telefonare” in italiano esiste appunto il verbo citato.

Dunque perché usare un termine inglese?

Va ancora peggio quando si utilizza il termine “call conference” come sinonimo di “telefonata”, perché qui è sbagliato il termine (non si dovrebbe dire “call conference” ma “conference call”)  ed è sbagliata la traduzione. “Conference call” vuol dire infatti “audio conferenza” e suppone che a parlare non siano solo i due interlocutori ai due capi del filo del telefono, ma un gruppo di persone.
Se l’uso di “call” è alquanto superfluo e invece quello di “call conference” è addirittura improprio, come mai tali parole si sentono così spesso negli uffici? Perché non si può dire “fissiamo un appuntamento telefonico” ma si preferisce dire “fissiamo una call” anche quando non si tratta di una conferenza a distanza tra un gruppo di colleghi ma di una semplice telefonata di lavoro tra due persone?

Il motivo a mio avviso è solo nell’alone di rispetto che circonda tutte le parole inglesi negli ambienti di lavoro impiegatizio, soprattutto se di livello medio-alto. È probabile che nella segreteria di una palestra non sentiate mai “fammi una call”, ma nell’ufficio marketing di una grande azienda sì.

Un inglese di forma più che di sostanza caratterizza la dotazione linguistica del cosiddetto “aziendalese”, la lingua usata per darsi un tono nelle aziende di dimensioni medio-grande o comunque con ambizioni medio-alte.
E invece l’utilizzo di termini inglesi superflui come “call” o “smart” (di cui abbiamo parlato qui) dovrebbe far riflettere su almeno due aspetti.

1) La conoscenza dell’inglese: questa lingua, sempre più importante e necessaria, viene spesso maneggiata solo in maniera superficiale, come se bastasse sostituire qualche parola italiana con la sua traduzione in inglese per sprovincializzare l’azienda.

2) Il rapporto tra forma e sostanza nel mondo del lavoro: quando l’attenzione è più sulla forma che sulla sostanza, più sull’imbellettamento del linguaggio con termini stranieri che sull’investimento effettivo nello studio delle lingue straniere, il risultato è l’autoreferenzialità. Un po’ come una ruota che gira su se stessa senza spostarsi mai davvero.

Cosa ne pensate? Se volete dire la vostra sul significato di questi fenomeni linguistici non c’è bisogno di farmi una call: postate i vostri commenti qui sotto! 😉

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