La bibliografia in stile Vancouver

La bibliografia in stile Vancouver


Quando si inizia a redigere una bibliografia, la prima domanda che occorre porsi è questa: quale stile dovrò adottare? La risposta dipende dalla disciplina di riferimento. In ambito umanistico si utilizza la bibliografia per esteso che ho ampiamente descritto qui, oppure il sistema Harvard, anche detto Autore-Data, che viene prediletto dai linguisti.

In ambito medico il sistema più utilizzato è quello Vancouver, più propriamente Vancouver Style. Il sistema nacque alla fine degli anni Settanta per fornire uno standard univoco e universale da adottare per le pubblicazioni scientifiche in campo medico ed infermieristico.

Se state compilando una tesi in medicina o infermieristica, i vostri professori pretenderanno con buone probabilità l’utilizzo di questo sistema. Ho pensato perciò di scrivere una breve guida dedicata al Vancouver Style.

Come citare le opere

Nello stile Vancouver le opere in bibliografia vanno numerate in modo progressivo a seconda dell’ordine con cui vengono citate nel testo. La prima opera citata nel testo sarà perciò la numero 1 della vostra bibliografia, la seconda la numero 2 e così via. La citazione bibliografica non appare mai nel testo ma solo nella sezione finale della tesi, detta appunto Bibliografia. Nel testo, invece, ci sarà il numero di richiamo corrispondente alla voce bibliografica. Forse un’immagine potrà aiutare a fare chiarezza: 

Esempio di citazione bibliografica in stile Vancouver

Citare un libro in stile Vancouver

  • Cognome dell’autore seguito dall’iniziale del nome con il punto. Esempio: “Rossi M.”
  • Titolo del contributo per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo) seguito da un punto
  • Edizione (se non è la prima)
  • Città di pubblicazione seguita dai due punti. Esempio: “Roma:”
  • Casa editrice seguita da punto e virgola. Esempio: “Edizioni Mediche;”
  • Anno di pubblicazione seguito dal punto. Esempio: “1991.”

Unendo tutti gli elementi, un libro in stile Vancouver andrebbe citato in questo modo:

Rossi M. Titolo del libro. Roma: Edizioni Mediche; 1991.

Citare in stile Vancouver il capitolo di un libro

A differenza di altri sistemi bibliografici, in cui gli intervalli di pagina consultati si citano in nota per poi inserire in bibliografia sempre il volume interno, nel Vancouver Style si possono inserire singoli capitoli. Ecco come fare

  • Cognome dell’autore del capitolo seguito dall’iniziale del nome con il punto. Esempio: “Rossi M.”
  • Titolo del capitolo per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo) seguito da “In:”
  • Cognome dell’autore seguito dall’iniziale del nome con il punto. Esempio: “Rossi M.”
  • Titolo del libro per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo) seguito da un punto
  • Edizione (se non è la prima)
  • Numero del volume (se il libro fa parte di una serie)
  • Città di pubblicazione seguita dai due punti. Esempio: “Roma:”
  • Casa editrice seguita da punto e virgola. Esempio: “Edizioni Mediche;”
  • Anno di pubblicazione seguito dal punto. Esempio: “1991.”
  • Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l’ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale

Il capitolo andrebbe perciò citato in questo modo:

Rossi M. Titolo del capitolo. In: Bianchi R. Titolo del libro. Volume 3. Roma: Edizioni Mediche; 1991. 678-723.

Citare un articolo in stile Vancouver

Nel caso in doveste citare l’articolo trovato in una rivista, sappiate prima di tutto che i titoli delle riviste vanno abbreviati secondo uno standard precisato nell’Index Medicus. Al suo interno, sono state indicizzate le principali riviste mediche americane, e non mancano quelle straniere. Le riviste italiane presenti nell’Index sono ancora poche, perciò per citarle si può utilizzare il titolo per esteso.

Cosa occorre citare nel caso di una rivista?

  • Cognome dell’autore dell’articolo seguito dall’iniziale del nome con il punto. Esempio: “Rossi M.”
  • Titolo dell’articolo per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo)
  • Titolo della rivista (abbreviato secondo l’Index Medicus o per intero se non presente nell’Index) seguito da “,”
  • Anno di pubblicazione seguito dal “;”
  • Numero del volume
  • Numero della rivista tra parentesi seguito dai “:”
  • Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l’ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale

Ecco l’esempio:

Rossi M. Titolo dell’articolo. Nurs Stand., 1991; 5 (12): 35-45.

Citazione degli atti di un convegno in Vancouver Style

Se avete davanti a voi la pubblicazione degli atti di un convegno, il Vancouver Style offre un buon metodo bibliografico.

  • Cognome dell’autore dell’articolo seguito dall’iniziale del nome con il punto. Esempio: “Rossi M.”
  • Titolo dell’intervento per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo) seguito da “in”
  • Editore degli atti o curatore degli atti (quest’ultimo se persona fisica) seguito da “ed” e dal “.” Se gli editori sono più d’uno si dovrà usare la forma plurale “eds.” al posto di quella singolare “ed”
  • Titolo degli atti del convegno per esteso e con carattere standard (né sottolineato né corsivo) seguito dal “;”
  • Sede dell’iniziativa, data e punto finale
  • Sede della pubblicazione seguita dai “:”
  • Ente organizzatore o casa editrice, anno di pubblicazione seguiti da “.”
  • Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l’ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale

Per fare un esempio:

Rossi M. Titolo della relazione in Bianchi G ed. Titolo del convegno; Roma, 15 dicembre 2010. Milano: Edizioni Mediche, 2011. 415-421.

Nell’esempio riportato sopra: Rossi M. è l’autore della relazione; Bianchi G è il curatore degli atti (infatti è indicato come “ed.”); il convegno si è svolto a Roma il 15 dicembre del 2010; gli atti sono stati pubblicati dalla casa editrice con sede a Milano Edizioni Mediche  nel 2011; le pagine della relazione di Rossi M. è contenuta nelle pagine 415-421.

Come citare le pubblicazioni di enti

A volte le organizzazioni ufficiali (Ministeri, Dipartimenti territoriali, Arma…) pubblicano degli studi di settore che diventano fonti preziose per la redazione di una tesi.

Per citarli in Vancouver Style occorre inserire:

  • Nome dell’ente che pubblica seguito dal “.”
  • Titolo per esteso e con carattere standard (nè sottolineato né corsivo) seguito dal “.”
  • Luogo di pubblicazione seguito dai “:”
  • editore seguito da “;”
  • anno di pubblicazione seguito dal “.”

Un esempio:

Ministero della Salute. Studio sugli ospedali italiani. Roma: Edizioni Mediche; 2000.

Citazioni di più autori

Se il testo (libro, articolo, relazione) è stato scritto da più autori, bisogna indicare per ogni autore il cognome seguito dal nome e da una virgola. Alla fine dell’ultima iniziale andrà messo il “.” se si tratta di autori o la “,” seguita dall’abbreviazione “eds” se si tratta dei curatori di un convegno.

Esempio:

Rossi M, Bianchi G, Verdi S. Titolo della relazione in Galluzzo F, Volpini R, eds. Titolo del convegno; Roma, 15 dicembre 2010. Milano: Edizioni Mediche, 2011. 415-421.

Come indicare nel testo i riferimenti bibliografici

Nel Vancouver i riferimenti bibliografici che il lettore troverà a fine volume sono indicati nel testo con dei numeri progressivi.

Rispetto alle tesi umanistiche (e in generale ai saggi con questo taglio), il sistema Vanvouver è molto più agile perché permette di inserire le fonti bibliografiche solo nella bibliografia finale, senza ripeterle anche nel testo come note a pie’ di pagina.

Per collegare il testo e i riferimenti in bibliografia si utilizzano dei numeri:

Secondo l’articolo di Mario Rossi (1) che riprende i dati del Ministero della salute sulle disfunzioni cardiache in età giovanile (5)…

Il numero (1) corrisponde al primo elemento della bibliografia finale che contiene, appunto, tutti i riferimenti bibliografici dell’articolo di Mario Rossi di cui si parla nel testo. Il numero (5) rimanda invece alla quinta voce della bibliografia finale e contiene il riferimento bibliografico della ricerca del Ministero.

Se lo stesso testo viene citato più volte nella tesi, basta richiamarlo con il suo numero. Immaginate ad esempio di dover citare la ricerca di Mario Rossi quattro volte nella vostra tesi: fatelo usando il numero con cui il testo è indicato la prima volta e con cui il lettore lo troverà nella bibliografia finale.

Ricordate infine che alcune case editrici e alcune università usano al posto del numero tra parentesi il testo in apice, ma tra le due vesti grafiche del Vancouver Style non c’è alcuna differenza. Per comodità, con i programmi di scrittura più diffusi (come Microsoft Word) è sempre meglio usare il numero tra parentesi, ma non è una regola. Chiedete in ogni caso al docente che vi segue cosa preferisce.

Consigli per redarre una bibliografia in Vancouver Style

Prima di lasciarvi, vorrei darvi alcuni consigli pratici per la redazione di una bibliografia:

  • Ogni volta che leggete un testo che prima o poi citerete nella tesi, create la voce bibliografica in Vancouver Style senza dimenticare nessun elemento. Alla fine sarà più facile ritrovare tutti i dati.
  • Mentre leggete un testo appuntate tutti gli elementi che vi occorreranno per la bibliografia (autore, titolo, edizioni, anno di pubblicazione etc.). Se non lo farete sarà molto difficile andare a ripescare tutte le informazioni, mentre se le avrete raccolte in modo ordinato di volta in volta tutto filerà liscio.
  • Mentre scrivete la tesi inserite subito i richiami alla bibliografia. Non fate l’errore di scrivere tutto il testo pensando di poter inserire le fonti bibliografiche in un secondo momento, perché a quel punto non ricorderete mai tutti i riferimenti necessari e dovrete fare un grande sforzo per ricollegare ogni cosa che avete scritto alla fonte da cui l’avete tratto.

E ora che siete pronti ad iniziare, non posso che augurarvi buon lavoro! Se state scrivendo una tesi, forse potrebbero interessarvi anche questi articoli:

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