8 marzo 2018: eros, romanzi e rapporti di potere

8 marzo 2018: eros, romanzi e rapporti di potere


paura di volare libroOgni generazione ha i suoi vessilli, anche quelli di carta. Per le giovani degli anni Settanta, la liberazione sessuale passò anche attraverso Paura di volare, il romanzo di Erica Jong che sdoganò definitivamente la letteratura erotica d’autrice.

Io negli anni Settanta non ero nata, ma negli anni Duemila mi ritrovai il volume negli scaffali di casa (in edizione economica, come capita a tutti i best seller) e lo lessi durante l’adolescenza. Non lo capii molto, sebbene le numerose scene di sesso fossero in grado di stuzzicare la mia fantasia. Ma poiché Paura di volare non è un libro che parla solo di sesso, e poiché è pieno di riferimenti alla letteratura, alla psicanalisi ed alla filosofia, riuscii ad apprezzare un quarto delle sue pagine. Forse nemmeno lo finii, non ricordo. Impresse nella mia memoria solo le scene sulla masturbazione adolescenziale, sulla protagonista in piscina che disperde lo sperma dell’amante e sul suo terrore dell’aereo.

Ho poi riletto il romanzo un mese fa, questa volta godendone appieno e non tanto per le scene di sesso quanto per la qualità della scrittura, la bellezza dell’intreccio e la simpatia suscitata dalla protagonista-narratrice. A distanza di più di 15 anni, sono finalmente riuscita a capire fino in fondo Paura di volare.

E sono stata felice di trovarlo totalmente inutile per me.

Mi spiego meglio: al di là del piacere di leggere un buon romanzo, le sue pagine non sono state illuminanti, perché gli ideali del libro io li ho già elaborati, assimilati e fatti miei nel percorso di vita fatto finora.

Immagino però cosa significasse – per una donna cresciuta negli anni Cinquanta – ritrovarsi tra le mani un libro la cui protagonista descrive tutte le sfumature dell’eros, confessa la sete implacabile di orgasmo e soprattutto sceglie, dopo varie peripezie, di prendere sulle spalle la propria vita e di diventare figlia e madre di se stessa, anziché figlia e madre di un uomo. Un percorso che la porterà NON a rinunciare agli uomini, ma ad amarli riuscendo ad amare anche se stessa.

Ora ho banalizzato, ma il senso generale della storia è questo. L’avessi capito a 15 anni, facciamo anche a 20, sarebbe stato un tassello importante della costruzione della mia identità femminile. Oggi è superfluo: mi ricorda cose che fortunatamente già so e già ho fatto, tanto che sono riuscita ad andare oltre.

Ma anche per tutte le altre donne della mia generazione è così?

Sì, il sesso è stato certamente liberalizzato, ma sulla relazione abbiamo fatto passi avanti o indietro?

La domanda mi è venuta dopo aver letto la prefazione di Lidia Ravera, che nel suo scritto ricorda come, all’epoca dell’uscita del libro, il successo delle autrici femmine fosse guardato con sufficienza (o considerato superfluo) esattamente come l’orgasmo nei rapporti sessuali.

Per tracciare un parallelismo davvero illuminante: “Scopare potevi, era l’orgasmo che era mal visto” (Lidia Ravera, Prefazione a Paura di Volare).

Nel nuovo millennio sia il sesso (pacchetto completo, quindi orgasmo compreso) sia il successo vengono vissuti senza sensi di colpa e senza accuse, anzi sono un must.

Ma chi sono le protagoniste “liberate” (almeno in camera da letto) che fanno sognare il pubblico, arricchire le scrittrici e gioire gli editori?

Difficile non pensare subito ad Anastasia, la creatura di E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard… Toh, un’altra Erica!).

Leggete il commento di Lidia Ravera:

le sue 50 sfumature di grigio, di nero e di rosso non raccontano la vittoria di una donna su se stessa, la sua conquista del desiderio, della libertà di sperimentare, raccontano il piacere di soccombere, la voluttà dell’obbedienza, lo strapotere del maschio miliardario e sadico. I tempi sono cambiati? Sì, sono cambiati. E in peggio. (Lidia Ravera, Prefazione a Paura di Volare)

Ora, io non voglio dire, e non voglio credere, che la realtà e l’immaginario siano tutti contenuti nel fenomeno 50 sfumature. Non conosco a sufficienza la letteratura erotica degli anni più recenti, ma so che uscendo dal genere esistono eroine della letteratura complesse che non segnano un passo indietro, anzi. Curioso però come, proprio sul terreno della sessualità, la popolarità  maggiore se la sia conquistata un personaggio dimesso, insicuro e passivo come Anastasia. Se l’eros è il punto di arrivo più intimo e profondo dello scambio e delle relazioni tra due individui, può avere senso farsi qualche domanda in più.

 

 

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